I ferrovieri incontrano Papa Francesco

23477634829_49cb56fa9a_b cq5dam_web_800_800Oltre 6.300 persone, tra ferrovieri e loro familiari, hanno incontrato questa mattina Papa Francesco in Vaticano, nell’aula Paolo VI, durante l’udienza organizzata in occasione dei 110 anni dalla nascita delle Ferrovie dello Stato Italiane.  dipendenti del Gruppo FS, arrivati a Roma da tutte le regioni d’Italia, sono giunti all’incontro con il Santo Padre guidati dalla presidente Gioia Ghezzi e dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini. Rappresentati tutti i settori di attività del gruppo: dai capitreno ai macchinisti, dai capistazione agli impiegati, dai tecnici dell’infrastruttura ai lavoratori delle officine e agli autisti. “Sin dalla nascita, 110 anni fa – ha affermato Gioia Ghezzi – il nostro gruppo ritiene che non possa esistere sviluppo sostenibile per un Paese moderno senza partecipare attivamente al circolo virtuoso della solidarietà. Alla base delle nostre scelte strategiche ci sono i principi di etica, di sostenibilità e di responsabilità sociale, testimoniati concretamente dal duro lavoro delle donne e degli uomini di FS che, in quest’anno giubilare, aiuterà milioni di pellegrini ad arrivare a Roma e a San Pietro”.

“La storia degli italiani – ha dichiarato Renato Mazzoncini –è fortemente legata a quella delle Ferrovie. I mutamenti sociali e i cambiamenti nelle abitudini di vita e nei costumi di intere generazioni sono avvenuti insieme all’ evoluzione del modo di viaggiare. Il treno, muovendo milioni di uomini e donne di questo Paese in una dimensione collettiva ha contribuito a formare una nuova idea di mobilità e un nuovo modello di società. Tuttora con la straordinaria avventura dell’Alta Velocità, capacità tecnica e gestionale che solo 7 Paesi al mondo oggi hanno, il treno continua a cambiare le abitudini degli italiani”. “Le Ferrovie dello Stato Italiane hanno superato da dieci anni il secolo di vita, e questo è prima di tutto un motivo per ringraziare il Signore. Ma è anche occasione per ringraziare tante persone che hanno lavorato duramente per realizzare la rete ferroviaria in Italia: un territorio non facile, che richiede molta fatica sia nella fase di progettazione che in quella di messa in opera. Non pochi operai hanno anche perso la vita in questo lavoro. Li ricordiamo tutti. E facciamo in modo che questo – per quanto dipende da noi – non debba più accadere.” Queste le prime parole rivolte dal Santo Padre ai ferrovieri che hanno affollato l’Aula Nervi. “La storia delle Ferrovie italiane attesta anche una speciale attenzione nei confronti dei più poveri, con varie iniziative di solidarietà, antiche e recenti. Una di queste sono gli Help Center, presenti in decine di città italiane e nati dalla collaborazione tra le Ferrovie, gli Enti Locali e il Terzo Settore. Sono “sportelli-antenna”, che consentono a chi è in difficoltà di trovare ascolto, soccorso e assistenza. Tutti noi avremmo bisogno di queste antenne, che ci permettano di captare i segnali di ciò che avviene attorno a noi, per riuscire a percepire le sofferenze degli altri, senza rimanere insensibili. Questi sportelli sono un mezzo con cui le Ferrovie vogliono cooperare a tenere unito il Paese non solo dal punto di vista geografico, ma anche sul piano sociale, contribuendo a evitare che qualcuno rimanga indietro, e che si accentui il divario tra chi è abbiente e chi manca di tutto. L’ultimo incontro di un Papa con i ferrovieri risale a 10 anni fa, a giugno 2005, quando 500 dipendenti utilizzarono un treno speciale diretto alla Stazione Vaticana in occasione dell’udienza con Benedetto XVI.

 

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