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marchetti625
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Inviato il 21/03/2013 : 16:35:57
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Lasciando,per il momento,i nostri "ragionamenti",sulla documentazione tecnica"scomparsa" delle rimorchiate ed elettromotrici sammarinesi,ieri,sono andato a rivedere alcune vecchie foto scattate da me a Serravalle intorno al 1980,appena qualche tempo dopo che l'ultimo treno circolante sulla ferrovia,era stato fatto uscire dalla breve galleria Ca'Vir. Effettivamente,anche l'elettromotrice AB04,i cui carrelli,ora sono sotto il locomotore B51 della Trento Malè,appare priva dell'impianto Hasler lato cabina direzione Rimini(o se preferite,lato scompartimento di prima classe). Quindi,sia la AB03 che la 04,ne erano prive....e a questo punto,posso anche nutrire qualche dubbio,sul fatto che l'equipaggiamento del riscaldamento fosse montato sui 4 rotabili...Se non fosse per quella fotografia d'epoca che mostra la sua mancanza su quell'elettromotrice in manovra a S.Marino,il dubbio non mi avrebbe neppure sfiorato! Quando cominciai ad occuparmi di questi rotabili,nella AB04 non c'èra più nulla e neppure un isolatore sul tetto,capace di indicare la presenza del cavo di alta tensione relativo che lo alimentava. Della AB02,non ricordo di aver visto cose che me ne facciano garantire la presenza anche se alcune fotografie scattate molti anni fà(foto a colori)analizzate potrebbero dipanare il mistero.
Comunque,fosse,è curioso che due elettromotrici su 4 avessero un allestimento di maggior peso tecnico rispetto alle altre... Il risparmio economico era bassissimo eppure....
Forse(mia ipotesi)la AB01 essendo la prima della serie,venne allestita con maggiore cura,perchè assegnata al trasporto delle Alte cariche dello Stato del Titano,trainando la AS81. O forse,perchè,il servizio di inverno poteva essere sopportato da una o al massimo 2 elettromotrici....Curioso ed interessante....
Max RTVT |
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Gemini76
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Inviato il 21/03/2013 : 21:12:51
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| Ti può essere d'aiuto (ma suppongo tu la conosca) la foto che è a Pag 18 del Tutto Treno Tema n° 14 dove si vede la Stazione di San Marino con due elettromotrici?Anzi, una elettromotrice fa capolino dalla rimessa, accanto ce n'è un'altra con due rimorchi |
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marchetti625
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Inviato il 21/03/2013 : 23:19:53
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Ti ringrazio Omar! Possiedo, in copia, quella foto da molto tempo essendomi stata girata(se non ricordo male) da un amico riminese. E' molto bella ma dice poco . Il fatto è che le marcature di questi rotabili,in fotografia erano poco visibili e quindi risulta pure difficile individuare le singole macchine...Comunque con un poco di pazienza e andando a rivedere tutto il materiale fotografico che ho raccolto,forse,ne cavo qualcosa! Tuttavia, è buffo che pure su 4 elettromotrici,ci fossero dei "distinguo" Deve essere un "vezzo"tutto italico... o forse no...;chissà?
Max RTVT |
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marchetti625
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Inviato il 23/03/2013 : 00:31:58
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Ho,poi,verificato che anche la AB02 era sprovvista da una cabina,del famoso tachigrafo... Questo,vuol dire ,che solo la AB01,li aveva applicati ad entrambe le testate...
Max RTVT |
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Gemini76
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Inviato il 25/03/2013 : 20:07:45
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Davvero molto molto insolita come cosa... Senti, e invece le 6 carrozze ed i 18 carri avevano anche loro qualche particolarità o no? Cmq...non era un pò" scarsino" la consistenza del parco rotabili?Guardavo qualceh dato, ovviamente è un dato puramente numerico, ma ad esempio la Pracchia - Mammiano, lunga circa 16 Km contro i 32 della linea Rimini - S. MArino, disponeva in origine di 2 locomotive elettriche, 3 elettromotrici, 5 carrozze e 21 carri..Anche se poi, ad essere obbiettivi, la Spoleto - Norcia, lunga 51 Km, disponeva di 5 elettromotrici, 8 carrozze e 34 carri... |
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marchetti625
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Inviato il 26/03/2013 : 21:46:35
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Bah,poni interessanti quesiti...(quando ti applichi Scherzo eh? ) Diciamo che in linea di principio la dotazione del parco rotabili di una qualunque ferrovia è funzione del tipo di traffico atteso,passeggeri e merci.
Nel caso della FAP,quella ferrovia,era raccordata alla SMI,una importante fabbrica di importanza strategica nazionale( produceva anche munizionamento militare)e quindi era forte il traffico merci ma anche il movimento generato dalle maestranze oltre a quello normale tra le località collegate.
Stesso discorso lo potremmo fare per la Ora Predazzo dove lì era "forte" il traffico di legname e anche la Spoleto Norcia,ai suoi tempi,collegava zone isolate specie in inverno e i prodotti agricoli ma anche manifatturieri si servivano,eccome, di quel sicuro e capace mezzo di trasporto.
Possiamo,quindi,concludere che non è la distanza tra i "capilinea" di una ferrovia a determinare la consistenza del suo parco rotabili.
Nel caso della S.Marino Rimini si trattava di un traffico "particolare" rispetto alle altre ferrovie che abbiamo considerato.
Era un traffico "frontaliero"tra due Stati,tanto per intenderci,in zone ancora scarsamente urbanizzate,rurali e che,tuttavia,D'estate conoscevano un traffico turistico di rilievo che nei primi anni trenta era in costante espansione.
Mancava,però,un vero traffico merci che fosse di un certo rilievo come raccordi con industrie meccaniche o manifatturiere "pesanti". Infine tra S.Marino e Rimini non esistevano località intermedie consistenti intese come centri di traffico o nodi di scambio significativi.
Infatti su 32 Kilometri di ferrovia,ricordo che le stazioni erano solo 4,anzi,2 se si escludono quelle capolinea. e servivano centri cittadini assai piccoli.
Pertanto la dotazione originaria non potè che tenere conto di queste esigenze (un traffico a 2 velocità)e i rotabili risultarono corrispondenti per questa capacità di trasporto.
Stupisce,al contrario,la solidità e il dimensionamento strutturale della ferrovia che venne costruita con larghezza di materiali come si trattasse di un opera FS di prima classe!
Sono quasi convinto che l'esercizio prevedeva un utilizzo dei rotabili estivo ed invernale e infatti,stupisce che su 6 rimorchiate,solo 2 erano equipaggiate con riscaldamento elettrico.La terza vettura salone AS 81 essendo riservata alle Alte cariche dello Stato sammarinese.
Senza considerare il dubbio,fondato,sul fatto che tutte e 4 le elettromotrici fossero dotate di quell'equipaggiamento. Logico ritenere che si pensasse nell'inverno di assicurare il servizio con una unica elettromotrice funzionante a spola e due nei giorni della settimana di maggior traffico o nelle corse maggiormente frequentate,magari con al seguito una rimorchiata BD con vano bagagli. Ben presto,però ci si accorse che il movimento viaggiatori cresceva in parte promosso proprio dalla ferrovia che faceva conoscere a sammarinesi e romagnoli la comodità di quel collegamento col mare che facilitava spostamenti non solo lavorativi ma anche maggiori traffici commerciali,fra le popolazioni dei due Stati.
La Guerra esaltò,ulteriormente la cosa e costrinse,prima alla modifica delle BD nel 1935 che persero il loro scompartimento bagagli per quello viaggiatori per poi,toccare stessa sorte anche alla lussuosa AS81! Invece,il parco merci sempre si dimostrò adeguato alla domanda.
Escluse le coppie di carri a basse sponde,trasformati,con l'inserimento di un bilico nel pianale per trasporto rotaie,ebbero maggior uso i carri chiusi anche per il periodico invio dall'Italia di barili pieni di monete sammarinesi,battute dalla Zecca di Roma e dei valori bollati,in vendita sulla Repubblica.
L'uso di questi carri è evidente dall'usura di qualche piatto del respingente centrale. Gli altri carri,ad alte sponde,per esempio,ebbero,forse uso più limitato,vista,anche,l'effimera vita della Cava di ghiaia di Montalbo.
Questi carri erano al seguito delle elettromotrici e rari si potevano considerare i veri treni merci...
Se la ferrovia fosse sopravvissuta alla Guerra,oggi,sarebbe una metropolitana pesante tra mere e Titano. Ti posso dire,numeri alla mano,che il traffico, ora anche merci,è veramente notevole!
Solo quello passeggeri,considerando l'afflusso annuale di auto,pullmann e apporto della funivia è...a sei zeri con un numero davanti che non si conta con una semplice unità! Oggi una ferrovia,molto più che in passato,ci stà tutta! Un passo per volta...
Max RTVT |
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Gemini76
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Inviato il 26/03/2013 : 22:15:48
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Si, purtroppo la Rimini - San Marino è stata vittima della guerra prima che potesse mostrare tutta le sue potenzialità. Del resto non ho mai compreso tutta questa reticenza italiana a riparare i danni bellici nel dopoguerra...O forse all'epoca fecero due conti e ritennero più che sufficente l'autoservizio sostitutivo (sarà esistito?) Sul discorso rotabili, ovviamente hai ragione tu, prendere dei numeri a "casaccio" non aiuta se non si inseriscono nel contesto dell'esercizio della ferrovia...troviamo alcune linee dove la vocazione merci era forse più sentita...vedi ad esempio la Roma - Fiuggi - Frosinone che in origine aveva un parco di 218 carri (molti dei quali arrivati fino aall fine degli anni '80, quandov ennero buttati oltre Pantano) sebbene il traffico merci scese abbastanza in fretta...Insomma,tra tutte le varie "cocnesse" credo che la Rimini - San Marino abbia costituito un interessante caso di studio...probabilmente,come dici tu, inizialmente si pensò ad un esercizio più "ridotto" in certi periodi dell'anno. Quanto al futuro...beh, già se riuscirete ad allungare un poco i binari e a poter attivare un esercizio turistico, potreste far concorrenza alla Mesolcinese ^---^ |
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marchetti625
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Inviato il 27/03/2013 : 00:05:40
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Ehehehe, la ferrovia mesolcinese è una bella realtà veramente museale oltre che turistica ed ha tutta la mia simpatia oltre alla profonda stima per le persone,veramente,"appassionate" che gli danno vita.
A S.Marino,Oggi da un lato,bisognerebbe incominciare a gestire reali dinamiche di trasporto collettivo che rispondono alle esigenze interne dell Stato e questo è un progetto che come sai riguarda Borgo Maggiore,almeno come primo "step".
Altra cosa è il collegamento internazionale e metropolitano con Rimini. C'è,in questo caso,obiettivamente parlando,un bacino di utenza notevole che richiede una "risposta"in chiave ferroviaria,inutile nascondere questo fatto dietro ad un "dito"
I numeri sono evidenti! Oltretutto,non si tiene conto,di un incremento degli stessi(circa un terzo) atteso dall'attivazione di un collegamento su ferro. perchè l'utenza aumenta quando apprezza la comodità di un'infrastruttura di trasporto,essendo attratta da essa!
I rapporti tra Italia e S.Marino nel dopoguerra,furono viziati da una polemica politica oltre che economica circa l'onere da affrontare dai due Stati per la ricostruzione della ferrovia...Nella trattativa,un pò da ambo le parti si perse il momento buono,per passare alla ricostruzione. Vedere quanto raccolto da ATBA circa il carteggio intercorso fra i due Stati...
Chiudo questa simpatica discussione con alcune mie "spaculazioni"circa le polemiche in cui la SVEFT,incappò a causa di alcune interruzioni del servizio per infiltrazioni di neve occorse alle elettromotrici durante il periodo invernale a ridosso della Guerra....
La Sveft venne attaccata dalla stampa per il disservizio e anche le Aziende costruttrici dei rotabili,quindi TIBB,prima di tutto che aveva fornito,l'equipaggiamento di trazione.
Un articolo di stampa affermava ,infatti,che i rotabili erano stati costruiti con"fondi di magazzino" Come vedete anche all'epoca i giornalisti incappavano nelle stesse "castronerie"che scrivono alcuni al giorno d'oggi,quando si tratta di ferrovie!
In realtà è vero che "forse" le RSM vennero dotate di componenti di apparati TIBB di identico modello di quelli installati sulle elettromotrici della ferrovia di Cortina costruite da Stanga e TIBB sul finire degli anni '20
Tutto questo,però,con le infiltrazioni di neve nei collettori dei motori centra nulla! La cosa venne presa a pretesto per un fatto assai comune e di attualità anche nell'epoca odierna...
Certamente le elettromotrici erano spartane,essenziali anche robuste e molto semplici nella manutenzione. Forse se debbo fare una critica è nel circuito a bassa tensione,nella sua ideazione e componentistica. Peccato che non avendo libretti o relazioni circa la frequenza ed il tipo di guasti intercosi su questi rotabili,poco si sà della loro affidabilità. Ma credo,proprio che fosse elevata! Se dopo tutto quello che gli è capitato funzionano ancora!
Max RTVT |
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apptras
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Inviato il 27/03/2013 : 04:17:59
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quote: Messaggio di marchetti625
I rapporti tra Italia e S.Marino nel dopoguerra,furono viziati da una polemica politica oltre che economica
Beh, tra le polemiche politiche c'era l'accusa di aver consentito all'Italia "fassista" di aggirare le sanzioni economiche
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https://www.tramroma.eu (sito completamente rinnovato) |
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marchetti625
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Inviato il 27/03/2013 : 17:19:53
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Ad essere sinceri,non era proprio questo... Diciamo che gli animi erano "agitati"da ambo le parti a vario titolo (se mi permetti una risposta diplomatica )In realtà non si trattò tanto di una "bega ideologica" che semmai aveva un suo focolaio anche all'interno dello Stato sammarinese....ma anche di fatti che nulla avevano a che fare con la politica.
Da una parte la continua "spoliazione"dei beni che appartenevano alla ferrovia(il periodo era quello che era )ben oltre i danni arrecati dalla Guerra e che faceva lievitare il costo per il suo ripristino di mese in mese. Poi la situazione economica del nostro Paese che aveva altre priorità e incombenze legate ai danni di guerra da risolvere.
Infine,il fatto che si trattava di un'opera più a vantaggio dei sammarinesi che degli italiani. Diciamo che ci fù un deciso "scoordinamento" tra i due Stati a volere la stessa cosa al momento giusto che arrivò e passò senza produrre il risultato sperato.....
Max RTVT |
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apptras
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Inviato il 27/03/2013 : 17:37:32
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| Va beh, ma è storia... Lo sapevano anche alla Società delle Nazioni che l'Italia aggirava il divieto delle importazioni attraverso San Marino e la Città del Vaticano, che potevano importare in quanto stati sovrani non sanzionati. |
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marchetti625
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Inviato il 27/03/2013 : 22:31:22
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Si,però,chissà come mai,si "sorvola"sull'incidenza che questa possibilità ha giocato in termini "quantitativi e qualitativi" nell'economia della "nazione".
Se l'Italia si serviva di S.Marino per approvvigionarsi di materie prime,come mai la ferrovia e l'infrastruttura stradale del tempo era tanto carente? Non è che le Nazioni ostili allo "sgarbo italiano"per la faccenda africana avessero le fette di salame sugli occhi quando consegnavano la merce in porti e stazioni italiani che NON erano in territorio nè sammarinese nè della Città del Vaticano.
Guarda caso,ma è una nota di colore,molta componentistica delle elettromotrici e rimorchiate era di provenienza tedesca...
La storia del "dare ed avere"tra i due Stati è ben diversa e non fù per questo che S.Marino ebbe la ferrovia....Forse è necessaria una risposta privata....
Max RTVT |
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apptras
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Inviato il 30/03/2013 : 10:01:22
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| Sulla motrice che state ricostruendo si notano sulle testate i flessibili del freno automatico, come d'altronde su varie fotografie dei rotabili in esercizio. In qualche fotografia però appare un frontale con tre flessibili, ossia con uno in più da un lato, che potrebbe essere quello del freno diretto. Come mai c'è e non c'è? E sulle rimorchiate o sui carri c'era il freno diretto? Saluti, V. Formigari |
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marchetti625
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Inviato il 01/04/2013 : 20:29:29
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Intanto,Buona Pasqua,a te e "all'Ing."...All'atto della consegna,questo materiale venne dotato di una sola condotta flessibile del freno(quello automatico)tanto per le elettromotrici che per le rimorchiate e i carri merci. In epoca imprecisata(almeno fino anche non salterà fuori un documento probante)venne realizzata la modifica di aggiungere su elettromotrici e relativi veicoli accoppiati,anche la condotta del freno diretto. Tra l'altro,questo rimaneggiamento del sottocassa è presumibile che portò anche alla modifica delle iscrizioni laterali dei rotabili viaggiatori che in alcuni casi vennero spostate dalle fiancate ai longheroni di base del telaio e che in altri,per esempio,le due BD,forse anche a seguito della loro trasformazione in vetture di sola terza classe,(quindi abolizione del compartimento bagagli)vennero semplicemente dipinte in giallo con ombreggiatura rossa(Alla "fs",tanto per intenderci).
E' bene precisare che il rubinetto del freno permette la frenatura anche diretta ed è un tipo diverso rispetto a quello montato sul materiale della Roma Nord(si dovrebbe trattare di un rubinetto a quattro posizioni identico o quasi a quello in opera sul materiale delle elettromotrici originarie SSIFT Peter Witt,Desio ecc...) che è un classico cinque posizioni dove la frenatura diretta viene fatta col tipico rubinetto a volantino fs... Sulle elettromotrici della RSM,era montata una valvola tripla la cui azione veniva surrogata anche da una valvola di sfrenatura Hardy(originale fabbricata a Vienna),utile sia nelle lunghe discese che in qualche sosta prolungata (per cause varie) in salita col compressore inattivo...
Per quanto riguarda l'AB03,ho fatto ricostruire l'impianto del freno,in pratica identico,a quello originale. Ho voluto(per adesso)un solo accoppiatore del freno che è quello automatico.(Questo unicamente per rispetto alla fedeltà storica riferita al periodo della consegna del rotabile essendo un particolare visibile anche esteticamente). Però l'elettromotrice è predisposta per il secondo flessibile.(quello del freno diretto)
A proposito:i flessibili,comunque erano 2! Quello che vedete chiuso da un tappo era solo la predisposizione alla seconda condotta di quello automatico. Sarebbe servita a facilitare le operazioni di aggancio agli agenti e anche nel caso di rotabili la cui cassa fosse stata" stata "girata" in officina per qualunque altro motivo.
Non mi sembra che la cosa sia mai stata utilizzata e solo su una fotografia che mostra un elettromotrice con al seguito due carri su un ponte,durante il preesercizio(l'elettromotrice ha un solo pantografo)sembra apparire con i doppi flessibili.
Quando si è trattato di decidere come ricostruire l'impianto del freno della 03,ho deciso di lasciare i rubinetti originali perchè li abbiamo trovati all'interno come nuovi. Ma siccome con i treni,"quelli veri" non si deve scherzare quanto alla sicurezza di chi ci va sopra,la valvola tripla ha lasciato il posto a un moderno distributore Westinghouse mod, "U",però, l'intero fascio tubiero è stato ricostruito esattamente come l'originale anche nella "piegatura" dei tubi medesimi...
 Qui,si vede sulla AB51,restaurata qualche anno fa,i due accopiatori flessibili,automatico e diretto(quello privo di rubinetto)L'altro,il terzo a destra è sempre l'accoppiatore automatico,però inattivo col tubo chiuso da un tappo!
 Questo è ,invece oggi,il muso della AB 03,restituito al suo stato originario,almeno di quello della sua inaugurazione! Foto presa tra una "prova e l'altra"!
 Conosciutissima foto "Archivio G. Gozi"da ATBA
Max RTVT |
Modificato da - marchetti625 il 13/04/2013 10:01:36 |
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marchetti625
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Inviato il 02/04/2013 : 02:20:07
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Vorrei aggiungere,inoltre,che al momento attuale,oltre ad aver completato il recupero di tutti i componenti mancanti...e la ricostruzione dei circuiti originali del rotabile,le uniche incertezze(per carenza di documentazione)riguardano la collocazione fisica di un paio di pannelli elettrici. Sono dubbi relativi perchè le posizioni possono variare di qualche centimetro o essere scambiate fra loro.
Nelle prossime settimane si provvederà al montaggio del nuovo IR a protezione della linea di contatto che dovrebbe essere consegnato proprio questo mercoledì. Montata questa apparecchiatura un ulteriore sessione di prove !
Max RTVT |
Modificato da - marchetti625 il 02/04/2013 20:47:21 |
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apptras
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Inviato il 02/04/2013 : 17:52:46
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quote: Messaggio di marchetti625
Intanto,Buona Pasqua,a te e "all'Ing."
E' proprio l'ing. che ha scritto (segue il forum usando il mio account: ti legge regolarmente)
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