Forum ilmondodeitreni
Forum ilmondodeitreni
Home | Profilo | Registrati | Discussioni attive | Utenti | Cerca | FAQ
Nome Utente:
Password:
Salva Password
Dimenticato la tua Password?

 Tutti i forum
 Off Topic
 Libri a carattere ferroviario
 Inverno Centrale
 Nuova Discussione  Discussione Bloccata
 Versione Stampabile
Autore Discussione  

E 44
Capo Stazione

1067 Messaggi

Inviato il il 07/11/2011 :  18:09:34  Guarda il profilo di
"INVERNO CENTRALE". Titolo che suscita interesse. Un itinerario che mi ha suscitato ancora più interesse, trattandosi di linee in gran parte da me percorse quando giovane ferroviere neo-assunto passavo la gran parte delle mie giornate di riposo fra un treno e l'altro a visitare linee ferroviarie strane e insolite. L'itinerario del viaggio descritto nel libro riguarda infatti anche le mitiche Terni-Sulmona, Sulmona-Carpinone, Carpinone-Campobasso e Campobasso-Termoli, anche se quest'ultima a causa della solita frana (storia vecchia che si perde nella notte dei tempi e che sempre viene a guastare i viaggi programmati per visitare ferrovie) è stata fatta con l'autoservizio sostitutivo.
Il libro si presenta in forma miscellamea, opera di tre professori di un liceo di Rimini - Giuseppe Prosperi,Guido Galesso e Lidano Arcangeli - con fotografo al seguito - Nicola De Luigi. L'idea era quella di visitare una realtà antica, diversa da quella di ogni giorno, eppure a due passi dalla modernità abituale e in un certo senso quasi ignota. Da Rimini lungo la Valmarecchia (qui in autobus perchè il trenino che c'era non c'è più da tanto tempo) a Sansepolcro; poi la Ferrovia Centrale Umbra, con relativo disagio tipico dei nostri tempi moderni di "buco" da Todi a Terni risolto in taxi; poi le linee già sopracitate con l'ultima in autobus, ed infine un veloce ritorno da Termoli a Rimini lungo l'Adriatica con un anonimo Eurostar, con l'acuta riflessione "per infilarci nel cosiddetto corridoio adriatico, rassegnati a intravedere il mare fra le case e i condomini della lunga città costiera".
Dopo una introduzione di maniera di Sergio Zavoli, la lettura dei tre interventi mi ha suscitato impressioni contrapposte. Dal punto di vista umanistico i territori attraversati sono stati esaminati in profondi dettagli culturali, storici, a volta quasi filosofici; i personaggi illustri che in queste terre hanno vissuto, da Ovidio a Celestino Quinto, a Francesco Jovine, accumunati alla semplice ragazza con nonna al seguito o al vecchio col bastone giovane sempre nello spirito; non mancano interessanti citazioni poetiche, e profonde riflessioni sui paesaggi visti dal finestrino (perchè una volta nella progettazione dei treni si curava anche il fatto che in treno ci si va anche per osservare il mondo dal finestrino), con relative particolarità geografiche (qui però il geografo che sta in me non può fare a meno di far notare che la citazione dell'abruzzese "Altipiano delle Cinque Miglia" è errata, perchè la ferrovia percorre la "Piana di Palena", si avvicina all'altipiano che sta a pochi chilometri da Rivisondoli attraversato dalla strada Sulmona-Rivisondoli, ma la ferrovia non lo percorre). Il tutto intercalato da profonde riflessioni sui nostri tempi in contrapposizione con quelli antichi, il che fa emergere la ormai abituale domanda se forse non si stava meglio quando sembrava di star peggio (illumimante in questo senso l'acuta riflessione della visione delle lontane Isole Tremiti che invece al giovane d'oggi con gli auricolari e Internet sicuramente interessano assai poco (ma dico io, cattivo, forse nemmeno sa che esistono queste isole). Un contenuto del libro che insomma appaga lo spirito, induce a profonde riflessioni e soddisfa pienamente il lettore.
Dal punto di vista ferroviario invece il libro mi ha lasciato un senso di vuoto. Non da quello della descrizione del personale in servizio, ben fatta, curata, perfetta nella realtà quotidiana dei ferrovieri che operano su queste linee e sono sempre ben disposti e socievoli con l'utenza, bensì dal punto di vista descrittivo delle linee percorse, che in pratica manca. Nulla sulla salita da Terni a Marmore, sulla incredibile conquista della Sella di Corno salendo da Antrodoco, sulla Gola di San Venanzio fra l'Aquila e Sulmona, sulla ancora più incredibile arrampicata e ridiscesa della Sulmona-Carpinone, sulla stranissima stazione di Bosco Redole, in pratica un bivio sperduto che prende il nome dal bosco che lo circonda, e infine sulle serpentine della discesa su Termoli. Ma sono portato a concedere una attenuante agli autori: probabilmente non conoscevano a fondo le particolarità ferroviarie di queste linee, che effettivamente non sono facili a trovare se non ricorrendo ad una letteratura specializzata difficilmente reperibile in Italia.
Un cenno anche al lato fotografico: vi sono delle foto molto interessanti, certe veramentye belle e di valore artistico; però ci sarebbe voluto anche, magari a parte, una indicazione di cosa esse rappresentano. Un paio di foto sono connesse con il testo, e si riesce a capire cosa si vede, ma per la maggior parte si rimane nell'anonimato, e resta la voglia di saperne di più.
A parte questo un libro di per sè avvincente, che merita di essere letto, e che porta nel panorama della letteratutra ferroviaria un tocco di umanità. Valga per tutti la citazione dal terzo articolo come conclusione "proviamo a sostituire il treno con un altro mezzo, non c'è più poesia! Forse è questo un altro risultato del nostro viaggio: il treno non è un semplice mezzo di trasporto, ma essenzialmente un mezzo per esperire poeticamente il mondo".

E aggiungo: e forse per questa sua capacità poetica viene quotidianamente violentato dai "manager" del dio denaro, in questa epoca sempre più priva di valori.

Modificato da - E 44 in data 07/11/2011 18:27:44

Macaco
Capo Stazione

1674 Messaggi

Inviato il 07/11/2011 :  19:38:37  Guarda il profilo di
Paolo, nelle mie librerie a muro ci sono oltre un migliaio di libri. Di argomenti diversi (storia, filosofia, musica, religione, letteratura, saggistica e narrativa varia, ecc.). Li ho letti tutti. Alcuni anche riletti. Ma di nessuno mi sono mai sognato fi fare una recensione. Un amico di comuni amici mi aveva chiesto di scrivere, in un forum dedicato, alcune righe per il lancio di un saggio storico appunto di uno di questi amici. Nonostante la profonda stima per l'autore, valente storico di cui mi sento onorato di essergli amico, ho rifiutato categoricamente. Ho troppo rispetto per il lavoro intellettuale che ci sta dietro un libro per emettere un giudizio, positivo o negativo, su quel "sofferto parto".

Tanto più che rischia di non essere pienamente obbiettivi quando si conosce il pensiero dell'autore, anche su altre tematiche ed altri ambienti culturali.

Figuriamo poi a giudicare un libro intorno a quello che è stato l'ambiente dentro cui si è trascorso quasi mezzo secolo di vita.

Scusatemi. Io appartengo al passato delle FS. Non sono ingegnere e sono contrario al cazzeggio...ferroviario.
Torna all'inizio della Pagina

E 44
Capo Stazione

1067 Messaggi

Inviato il 08/11/2011 :  11:45:15  Guarda il profilo di
Ma vedi, il tuo punto di vista è senz'altro interessante e va rispettato, ma la tua "critica alla critica" non fa che riaffermare il principio del "Diritto di critica" ampiamente tutelato dalla legge. Che la giurisprudenza ha tutelato persino in casi dove il criticato querelava per diffamazione, perchè altrimenti (salvo il caso palese di ingiurie) se non fosse così sarebbe leso un principio base della democrazia. Scrivere libri costa tempo, fatica e denaro, ma lo si fa anche per avere delle opinioni. Come suonare in un concerto. Una volta un mio amico mi disse che non si doveva criticare i suonatori perchè avevano fatto fatica. Facile dire! Tutto quello che viene fatto, e non solo in campo artistico o letterario, è inevitabilmente soggetto al giudizio altrui. Si può liberamente dare o non dare opinioni, in base al proprio modo di pensare.
Torna all'inizio della Pagina

Macaco
Capo Stazione

1674 Messaggi

Inviato il 08/11/2011 :  12:00:21  Guarda il profilo di
Ci mancherebbe, caro Paolo, che io volessi inficiare o ledere il "diritto alla critica". Ho espresso "criticamente" solo un mio punto di vista, che potrai comprendere meglio leggendo il primo periodo congiuntamente agli altri due.

Scusatemi. Io appartengo al passato delle FS. Non sono ingegnere e sono contrario al cazzeggio...ferroviario.
Torna all'inizio della Pagina

geppone
Ausiliario

104 Messaggi

Inviato il 14/11/2011 :  14:51:44  Guarda il profilo di
Sono uno degli autori di "Inverno centrale". Rivendico il diritto di essere criticato e il dovere del lettore di criticare. Oggi, troppo spesso, si tende ad approvare solo perché si è faticato. No: la critica è funzionale alla democrazia. Senza la critica non esiste la democrazia, ma solo l'unanimismo, quello che chi comanda esige, anche nelle aziende.
Le osservazioni di E44 sono pertinenti, compresa la svista geografica di cui ci siamo accorti quando il libro era in stampa avanzata. La mancanza di riferimenti tecnici e di indicazione più precisa dei luoghi ritratti dipende da una scelta precisa: osservare e descrivere, ciascuno con il proprio sguardo e la propria cultura, ciò che passava davanti al finestrino o ciò che accadeva in treno, nelle stazioni o nei luoghi di sosta. Nessuno di noi è ingegnere, geografo o esperto di ferrovie. Siamo semplicemente dei viaggiatori curiosi dotati di qualche cultura. La recensione di E44 è la più giusta che abbia avuto, anche per la frase finale. Mi pare che "l'economicismo" corrente stia aggredendo anche il senso delle cose, la bellezza dei paesaggi italiani, modellati anche dalle linee ferroviarie, la tutela dell'ambiente, la cura dei centri storici ecc., cioè le vere risorse economiche del paese. L'economia, quella giusta, sostenibile, non la realizzeranno i tecnocrati, ma menti illuminate dotate di intuito politico e tese a difendere i beni comuni.
Torna all'inizio della Pagina

E 44
Capo Stazione

1067 Messaggi

Inviato il 14/11/2011 :  17:30:07  Guarda il profilo di
Ringrazio veramente per l'apprezzamento.
Torna all'inizio della Pagina

n/a
deleted

4036 Messaggi

Inviato il 14/11/2011 :  19:57:11  Guarda il profilo di
quote:
Messaggio di geppone
Oggi, troppo spesso, si tende ad approvare solo perché si è faticato.

Parole sante.
Torna all'inizio della Pagina

Macaco
Capo Stazione

1674 Messaggi

Inviato il 14/11/2011 :  22:25:46  Guarda il profilo di
"""L'economia, quella giusta, sostenibile, non la realizzeranno i tecnocrati, ma menti illuminate dotate di intuito politico e tese a difendere i beni comuni."""

Questa è proprio degna di commento. Mi scuso con gli amministratori se anche io scendo a fare commenti ...politici:

Gli antichi Greci credevano che i governanti dovessero essere o ricchi o filosofi.
Ricchi perchè pensavano che tale situazione poteva evitare che si rubasse, non tenendo conto... dell'ingordigia umana.

Si fidavano dei filosofi perchè ritenuti gli unici in grado, con la forza del loro pensiero, di amministrare democraticamente la cosa pubblica. Salvo poi rendersi conto che proprio a causa delle sottili speculazioni, i filosofi rimanevano troppo lontani dalle cose terrene e materiali di cui si dovevano interessare.

Fermo restando il massimo rispetto delle idee politiche degli altri io mi astengo da qualsiasi giudizio politico. E vorrei tanto che anche gli altri forumisti facessero altrettanto.

A mie spese, negli anni che furono, bruciai le mie idee politiche sulle barricate e nelle piazze, rendendomi conto che con le idee non si ci riempe la pancia per cui mi imborghesii ed andai a cercarmi un lavoro dipendente, lasciando da parte libri, ideologie e compagni di partito. Pur tuttavia credo ancora che possano esserci amministratori onesti, giusti e lungimiranti.

Per quanto riguarda il resto...parafrasando... "critico ... ergo sum".

Ma anche in questo ...est modus in rebus ...

Scusatemi. Io appartengo al passato delle FS. Non sono ingegnere e sono contrario al cazzeggio...ferroviario.

Modificato da - Macaco il 14/11/2011 22:26:49
Torna all'inizio della Pagina

E 44
Capo Stazione

1067 Messaggi

Inviato il 15/11/2011 :  01:14:46  Guarda il profilo di
Ma che strani ragionamenti. Secondo il mio punto di vista fare politica, anche in un forum, vuol dire esprimere ideologie precise,affermare opinioni, magari volerle imporre agli altri... cose inconcepibili quando si parla di treni, e persone delle più disparate idee si trovano riunite da una comune passione. Nel modo di ragionare esposto da Geppone vedo solo filosofia, il desiderio di ricerca del bene, che è in fondo una logica ispirazione umana, e sulla quale dopotutto siamo tutti d'accordo.
Torna all'inizio della Pagina

Macaco
Capo Stazione

1674 Messaggi

Inviato il 15/11/2011 :  09:40:30  Guarda il profilo di
...e allora, dal momento che è un forum, iniziamo a parlare anche dei vari credi religiosi esistenti nel mondo, trovando il modo di farne un esame critico dal nostro punto vista di cristiani, praticanti o di facciata.

Il Don ci sta.

Cosa ne dicono gli Amministratori?

Scusatemi. Io appartengo al passato delle FS. Non sono ingegnere e sono contrario al cazzeggio...ferroviario.
Torna all'inizio della Pagina

geppone
Ausiliario

104 Messaggi

Inviato il 18/11/2011 :  22:05:22  Guarda il profilo di
Caro Macaco,
parlare di treni e di ferrovie vuol dire occuparsi di beni comuni, ovvero difendere mezzi di trasporto collettivo costati moltissimo ai cittadini e ormai integrati nei più bei paesaggi italiani. Tutto questo è politica, cura della polis, della comunità dei cittadini ed è anche filosofia........
Torna all'inizio della Pagina

Macaco
Capo Stazione

1674 Messaggi

Inviato il 18/11/2011 :  22:57:54  Guarda il profilo di
...chissà di cosa si è interessato il Don nel suo passato scolastico e lavorativo?
...chissà di cosa si interessa ancora il Don, dopo aver appeso la tonaca al chiodo?


Scusatemi. Io appartengo al passato delle FS. Non sono ingegnere e sono contrario al cazzeggio...ferroviario.
Torna all'inizio della Pagina

geppone
Ausiliario

104 Messaggi

Inviato il 19/11/2011 :  18:34:34  Guarda il profilo di
E allora perché così facili ironie?
Torna all'inizio della Pagina

Macaco
Capo Stazione

1674 Messaggi

Inviato il 27/11/2011 :  11:17:26  Guarda il profilo di
Vedi, Geppone, spesso alle discussioni sono solito dare un tono ironico e leggero, forse per non scendere ai livelli di alcuni forumisti. E sappi che non mi mancano le competenze per discutere di politica, di filosofia, letteratura od altre problematiche legate ad un mondo lavorativo appartenente ormai al passato.

Ed è questo, forse, un punto che ci accomuna. Siamo entrambi "lontani" dalla realtà attuale delle ferrovie.

Consolati, ironicamente, leggendo questo racconto già comunque postato.

==========

Pendolari.

Smesso di fare i turni, per serie ragioni di salute, passai agli uffici e di conseguenza diventai pendolare, condividendo la triste sorte di tanti lavoratori. Con alcuni divenni anche amico nonché consulente sulle probabili cause delle anomale o prolungate fermate. Non mancavano mai le frecciatine e le critiche al modo di operare dei miei colleghi. In quelle circostanze cercavo di parare la botta e fornivo una mia personale spiegazione degli eventi ma non giustificavo i ritardi, non potendone conoscere le esatte ragioni. Qualche volta ricorrevo al cellulare di servizio ma il più delle volte preferivo non disturbare chi stava già nella cacca.

Durante questo mio pendolamento ho avuto modo di essere a contatto di tanta e varia umanità di cui conservo dei ricordi abbastanza nitidi che ogni tanto vengono a galla. Uno di questi è relativo ad un viaggiatore abbastanza estroverso e fantasioso.
Quando il treno locale veniva imbucato per cedere il passo ad uno di quei treni che allora si chiamavano in gergo "Must" (gli attuali ES/AV), costui apriva il finestrino e sventolava un falzoletto sporgendo completamente il braccio e la testa verso l'interbinario. Ciò avveniva regolarmente ogni sera fino a quando non intervenne la polfer a fargli togliere quel pericoloso vezzo di protesta.

Altro caso di perversione pendolare era quella di un tizio che misurava la bravura del macchinista in base alla frenata che faceva in stazione. Egli era solito prendere posto in una determinata vettura ed in base agli anni di esperienza pendolaristica era riuscito a determinare il punto del marciapiede dove si fermava la vettura del suo solito treno. Perciò era attentissimo a controllare la composizione di quel treno nei vari cambi orari e per i primi giorni monitorava attentamente l'evolversi della situazione. Però dopo qualche giorno iniziava ad inveire di brutto quando quella determinata vettura non si fermava nel preciso punto dove lui impassibilmente l'attendeva. Se ciò non avveniva, il tizio si accingeva a salire solo e soltanto sulla "sua" vettura spostandosi lentamente come un bradipo sul marciapiedi. Ed anche qui la storia continuò fino a quando più di un CT minacciò di lasciarlo a terra se non si fosse dato una smossa a salire.

Macaco – 2009.

==========

Scusatemi. Io appartengo al passato delle FS. Non sono ingegnere e sono contrario al cazzeggio...ferroviario.
Torna all'inizio della Pagina
  Discussione  
 Nuova Discussione  Discussione Bloccata
 Versione Stampabile
Vai a:
Vai all'inizio della pagina Forum ilmondodeitreni - © Ilmondodeitreni.it 2005-2019 Antidoto.org | Brutto.it | Estela.org | Equiweb.it
Questa pagina è stata generata in0,11 secondi Distribuito Da: Massimo Farieri - www.superdeejay.net | Powered By: Snitz Forums 2000 Version 3.4.05