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Pagina: of 41

anpro
Tecnico Circolazione (Capo Squadra Deviatori)

Campania
472 Messaggi

Inviato il 05/11/2009 :  19:49:35  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
Ferpas mi ha preceduto per quanto riguarda le scadenze della linea 6 e nei suoi post precedenti si parla del finanziamento dell'ultima tratta dall'attuale capolinea mostra sino al deposito che sorgerà nell'area dell'ex arsenale dell'esercito in via Campegna,riemergendo in superficie dopo aver passato in galleria la stazione fs di campi flegrei.
Per il suo proseguimento nella zona ex-ilva,in luogo della deviazione della ferrovia cumana,siamo ancora in fase di progettazione,da un disegno che avevo ma non trovo più sembrava che lì la linea sarà in parte all'aperto comunque molto dipende dal futuro generale di quell'aera,ancora incerto.
Invece per quanto riguarda la linea 2,da pochi giorni è stato inaugurato il nuovo bivio marittima che consente di avere due binari separati per il servizio metropolitano e regionale con la conseguenza che oggi i regionali da e per salerno-torre a.-villa literno-formia possono effettuare la fermata a napoli Gianturco.Il tutto è propedeutico alla prossima apertura del nuovo capolinea della linea a S.giovanni,in proposito ho trovato risposta ad un quesito che avevo posto anche qui:la data di apertura,stando a fonti ufficiali,dovebbe essere ottobre dell'anno prossimo.
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ferpas
Capo Stazione

Campania
1574 Messaggi

Inviato il 06/11/2009 :  10:15:05  Guarda il profilo di  Visita il Sito di ferpas  Rispondi Citando
tutto esatto solo una cosa che riguarda la linea 2. E' vero che è stato attivato il nuovo bivio marittima però adesso non tutti i i treni per Salerno, Torre Ann. , Villa Literno e Formia si fermano a Gianturco

MA 100
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anpro
Tecnico Circolazione (Capo Squadra Deviatori)

Campania
472 Messaggi

Inviato il 06/11/2009 :  13:36:47  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
si hai ragione mi ero scordato di precisarlo.Invece sai qualcosa sulla data di apertura della nuova stazione (dovrebbe chiamarsi Ferraris?) posta nei pressi del bivio?Al momento i lavori sono fermi e sono pronte solo le banchine al rustico e credo le scale fino al piano strada.
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ferpas
Capo Stazione

Campania
1574 Messaggi

Inviato il 10/11/2009 :  09:42:33  Guarda il profilo di  Visita il Sito di ferpas  Rispondi Citando
i lavori sono sospesi da anni e non penso che riprenderanno a breve mentre si lavora per completare s.giovanni futuro capolinea della linea 2

MA 100
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ziolellotto
Ausiliario

7 Messaggi

Inviato il 03/07/2010 :  18:47:19  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
Novità? tutto tace.
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BiagPal
Capo Stazione

Campania
1001 Messaggi

Inviato il 14/07/2010 :  12:05:23  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
Certo che ci sono. Ormai ci siamo. Entro il prossimo mese di Ottobre dovrebbe essere aperta la Stazione Università, provvisoriamente con un serivzio navetta (un treno che fa la spola tra la Stazione Dante e la Stazione Università).
Queste sono alcune immagini della stazione in costruzione risalenti allo scorso mese di Marzo. Attualmente la stazione è stata completata e si lavora alla risistemazione della piazza in superficie.







Il resto della linea fino alla Stazione Garibaldi sarà aperta entro fine 2011. Queste sono alcune immagini relative proprio alla Stazione Garibaldi risalenti allo scorso mese di Maggio, dove si lavora ormai alla realizzazione dell'impiantistica, l'installazione delle scale mobili ed al resto delle finiture.





Queste sono alcune immagini scattate in galleria sempre lo scorso mese di Maggio all'altezza della Stazione Garibaldi. Dalle immagini si nota come almeno in una delle due gallerie siano già stati montati binario e catenaria (si tratta di una "catenaria rigida" e non della classica catenaria con cavo di rame).







Questo è tutto.

Le mie foto.
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BiagPal
Capo Stazione

Campania
1001 Messaggi

Inviato il 14/07/2010 :  17:35:36  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
quote:
Messaggio di anpro

si hai ragione mi ero scordato di precisarlo.Invece sai qualcosa sulla data di apertura della nuova stazione (dovrebbe chiamarsi Ferraris?) posta nei pressi del bivio?Al momento i lavori sono fermi e sono pronte solo le banchine al rustico e credo le scale fino al piano strada.

Scusatemi ma era davvero da molto tempo che non seguivo questa discussione. La Stazione Galileo Ferraris è stata costruita solo al rustico in base ad un accordo con la società Aedes che completerà la stazione. La società Aedes realizzerà un nuovo quartiere sull'area delle ex Raffinerie Agip (che subirono uno spaventoso incendio agli inizi degli anni '80) e completerà la stazione, che al momento sarebbe inutile in quanto insiste in un'area abbandonata. I tempi di realizzazione sono comunque lunghi.
Eccovi alcuni disegni del progetto realizzato dall'architetto napoletano Silvio D'Ascia, già autore del progetto di rifacimento della Stazione di Montesanto della SEPSA. Non fate caso ai Metrostar della Circumvesuviana, che non so per quale motivo siano siano stati messi.







Questi sono invece due disegni dell'inquadramento generale del progetto. Nel primo disegno la stazione è in alto a destra, nel secondo in basso a destra.




Le mie foto.
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ferpas
Capo Stazione

Campania
1574 Messaggi

Inviato il 15/07/2010 :  13:20:39  Guarda il profilo di  Visita il Sito di ferpas  Rispondi Citando
questi disegni della stazione G. Ferraris non li avevo mai visti grazie BiagPal

MA 100
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Marco Carbonelli
Tecnico Circolazione (Capo Squadra Deviatori)

Campania
318 Messaggi

Inviato il 15/07/2010 :  19:29:09  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
Molto imponente la stazione di Galileo Ferraris. Davvero un bellissimo progetto.
Una curiosità : ma la stazione Università della Linea 1 non avrebbe dovuto aprire a fine maggio oppure era una mia fantasia

Faceva quel mestiere forse per l'amore, di viaggiare.... su un locomotore!
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BiagPal
Capo Stazione

Campania
1001 Messaggi

Inviato il 15/07/2010 :  21:42:40  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
Doveva aprire a Giugno. L'apertura è stata posticipata poiché a causa dei lavori ancora in corso in galleria (più precisamente per i lavori ancora in corso nei pozzi di ventilazione) non c'erano le condizioni di sicurezza sufficienti alla circolazione dei treni.

Le mie foto.
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ferpas
Capo Stazione

Campania
1574 Messaggi

Inviato il 16/07/2010 :  16:50:53  Guarda il profilo di  Visita il Sito di ferpas  Rispondi Citando
si spera per la fine di ottobre

MA 100
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ziolellotto
Ausiliario

7 Messaggi

Inviato il 20/07/2010 :  06:36:57  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
Grazie a BiagPal per l'ottimo contributo fotografico.
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anpro
Tecnico Circolazione (Capo Squadra Deviatori)

Campania
472 Messaggi

Inviato il 23/07/2010 :  17:00:08  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
grazie biagpal per gli aggiornamenti.Neanche io avevo mai visto i disegni della stazione Ferraris,sembra davvero un bel progetto,certamente molta acqua passerà sotto i ponti prima di vederlo realizzato...

Modificato da - anpro il 23/07/2010 17:02:54
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ferpas
Capo Stazione

Campania
1574 Messaggi

Inviato il 17/08/2010 :  15:07:24  Guarda il profilo di  Visita il Sito di ferpas  Rispondi Citando
da IL MATTINO del 17/08/2010
Stazione Università, trionfo di colori

Pop, cool, fashion. Giovane e colorata comunque. A dir poco innovativa. La stazione Università della linea 1 è finita. Con il suo trionfo cromatico. Polvere e calcinacci attenuano un poco, ma solo un poco, la brillantezza di murales e scale mobili. C’è un trionfo di pareti traslucide fucsia e gialle che si alternano nei vari livelli. Insomma l’architetto inglese Karim Rashid ha raggiunto l’obiettivo prefisso. «Volevo colpire i ventimila giovani che passeranno ogni giorno per la stazione» ha detto più volte questo cultore, e leader mondiale, del design. E così, per paradosso voluto, la stazione che sorgerà sotto la millenaria istituzione della Federico II, sarà un concentrato di innovazione. Un enorme packaging che dal sottosuolo arriverà sino alla superficie, in piazza Bovio, dove però la progettazione è affidata a Sergio Cappelli. I tempi per l’apertura sono slittati a fine anno. Ma opere civili e infrastrutture sono ormai concluse. L’esercizio verrà aperto da una navetta che percorrerà la galleria conclusa (un’altra deve essere finita) nei due sensi di marcia. Navetta che presumibilmente dovrà partire ogni quarto d’ora, ma l’orario ultimo verrà stabilito da Metronapoli (la società di gestione delle metropolitane) in autunno, dopo l’obbligatorio collaudo da parte dell’Ustiff che darà il via libera all’esecizio. E permetterà di accedere a un vero e proprio ambiente multiculturale, con la storia di Napoli a strati. Età digitale, ma non solo, visto che nella stazione di Rashid conviveranno , obbligatoriamente, tecnologia e reperti storici, con resti delle mura bizantine, forse il periodo storico meno conosciuto a Napoli. Resti, della Napoli ducale, di una muraglia con bassorilievi, con scene dell’assedio gotico alla città, con i greco-bizantini a difesa di uno degli ultimi domini dell’impero romano. Resti di un’epoca che aveva perso il contatto con il mondo precedente, l’opulenza della Campania felix, sfruttando però sino all’ultimo il suo lascito, recuperando le pietre usate per costruire nuovi palazzi, conservando di tutto, dai capitelli corinzi della Neapolis greca alle prue di navi, ai trofei di guerra. La stazione Università, però, come detto strizza l’occhio soprattutto agli studenti, tra, appunto, età digitale e linguaggio globale. E lo stesso percorso dalle banchine alla piazza diventa conoscenza, linguaggio, comunicazione. Camminare attraverso la stazione sarà nel contempo uno spostamento individuale da uno «stato cerebrale» impegnato a uno «stato mentale» concentrato: il percorso è rivestito di mattonelle, sulle quali sono stampate le parole create nell’ultimo secolo. Vocaboli che vogliono rappresentare il mutamento dello scenario globale: le parole diventano parte concreta del paesaggio, stampate in colori squillanti sulle piastrelle che rivestono i 300 metri quadri delle superfici prossime alle scale mobili. Arrivati nell’atrio lo spazio si ammorbidisce, si fa più sinuoso, e nel contempo si colora; tra le panchine profilate (metafora, nelle intenzioni del progettista, dell’intersezione del dialogo) una struttura astratta e «potente» riflette i nodi del cervello e le sinapsi al suo interno. Scendendo sulla banchina, al livello dei treni l’ambiente naturalmente si fa più intimo e concentrato, non fosse altro che per un problema di spazio, con un continuo bagliore soffuso. E visto che la linea 1 è soprattutto metrò dell’arte, anche qui ci sono diverse opere d’arte digitale che però danno vita alla massima soggettività, invitando a configurare lo spazio secondo la personale interpretazione. Mentre tornano linguaggio e comunicazione, con i led che fanno scorrere parole universalmente conosciute, legate alla conoscenza e all’ambiente universitario multiculturale. Ma Rashid ha pensato anche alla quotidianità. Visto che i treni si devono aspettare, l’esperienza dell’attesa è valorizzata dall’ambiente tranquillo e fantasioso dello “stato mentale”; le sedute hanno forme amorfe e ognuna ha una propria identità (torna dunque la soggettività). Tutto l’ambiente può fungere da intervallo di riposo all’interno della vita quotidiana.

La stazione affaccia su piazza Bovio, nel centro della città, in posizione chiave rispetto alla prospettiva visiva di corso Umberto: è una «soglia» tra il centro antico e i quartieri prospicienti il mare. Per far ricordare che, fondando l’università nel 1224, Federico II diede a Napoli una vocazione umanistica e classica, lo studio Cappelli e Ranzo interpreta la piazza come un foglio di scrittura su cui le immagini dei principali poeti (Virgilio, Leopardi, gli stessi artisti federiciani) si confrontano con i loro stessi scritti, sviluppati lungo un tracciato leggermente sinuoso per segnalare che qui passava l’antica linea della costa. Il disegno è completato da ampi spazi per passeggiare e sostare al riparo dal traffico all’ombra di pergolati naturali e artificiali (gli alberi luminosi). Sin qui il progetto sulla carta. Resta il nodo dei tempi e un passato (e presente) di disagi per residenti ma anche per gli automobilisti che quotidianamente passano per piazza Bovio. Qui il cantiere è ormai una presenza fissa da anni, quasi parte integrante della piazza. In verità i problemi, vista la delicatezza dell’opera, sono stati anche giustificati. Il sottosuolo napoletano ha presentato reperti storici che hanno rallentato di molto l’attuazione del cronoprogramma, così come la stessa conformazione geologica ha costretto a procedere con molta cautela negli scavi (ci sono stati anche dei problemi statici per i palazzi di via Melisurgo, alle spalle della piazza, nella zona che dà sul porto). E soltanto una riapertura e una funzionalità piena di piazza Bovio ripagheranno i napoletani dei tanti sacrifici affrontati, a patto però che la stessa storica piazza venga poi tutelata dalle istituzioni e dagli stessi cittadini

MA 100
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ziolellotto
Ausiliario

7 Messaggi

Inviato il 24/11/2010 :  14:29:25  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
Da Il Mattino del 24.11.2010
di Paola Perez
NAPOLI (23 novembre) - Prossima fermata tra un mese in piazza Bovio. Apre a dicembre - data prevista il 18 ma non è escluso che si riesca a far prima, presenti all’evento i ministri Matteoli e Fitto - la stazione Università del metrò linea 1, sulla cosiddetta «tratta bassa» dal terminal di Toledo a quello di piazza Garibaldi: 5,3 chilometri complessivi in galleria a doppia canna, lavori partiti nel giugno 1999 e avanzati con lentezza per il continuo apparire dal sottosuolo di reperti antichi che si supponeva (o si sperava) di trovare e in più di un caso, per bellezza e stato di conservazione, sono andati oltre ogni aspettativa.

Gli scavi di piazza Bovio non hanno fatto eccezione alla regola. Qui il profondo di Napoli ha restituito una torre medioevale costruita con il reimpiego di marmi «strappati» all’arco severiano che un tempo segnava l’avamposto sul mare, e porta ancora nei suoi frammenti i decori più appropriati, dalla prua di una nave alla sagoma di un leone marino (testimonianze del ritrovamento sono state esposte di recente all’Archeologico con la mostra «Napoli, la città e il mare»).

E in obbedienza all’incognita di così tanti tesori, la stazione Università - progettata da Karim Rashid e Sergio Cappelli - resterà per adesso come un ponte in sospeso. Da qui a piazza Dante, ultima fermata utile sulla tratta già esistente del metrò (la «collinare»), una treno-navetta trasporterà i viaggiatori senza fermarsi nei due terminal intermedi, Toledo e Municipio, dove c’è ancora cantiere. Per il prossimo step bisognerà attendere l’anno venturo, quando verranno aperte le stazioni Toledo e Garibaldi. A questo punto il treno percorrerà l’intera «tratta bassa» con due punti di bypass, Municipio e Duomo (piazza Nicola Amore).

Arriveremo al 2012 per vedere spalancati i battenti della stazione che fronteggia il Maschio Angioino, pozzo di antichità (muraglioni, case, botteghe e navi romane con tutto il loro carico di mercanzie, sommerse dalla colmata voluta da Carlo V per realizzare il largo Castello) con proiezione nel futuro attraverso il progetto del maestro portoghese Alvaro Siza. Nel 2013 lo stesso terminal diventerà capolinea della Linea 6, la direttrice su ferro che si snoda tra Bagnoli e Chiaia, oggi completa solo sul tracciato Mostra-Mergellina, e pure intervallata da interessanti scoperte. Come la necropoli di piazza Santa Maria degli Angeli, dove sono tornate alla luce anfore funerarie con i resti di bambini.

Qui il lavoro degli archeologi continua ma a un livello temporale più recente, e si prevede non vada troppo a lungo: siamo nell’area di Monte Echia, sotto c’è un’enorme cavità, gli strati di storia sovrapposta non dovrebbero essere troppo consistenti. Questa l’ultima versione di un cronoprogramma che, dall’inizio dell’opera, si è andato aggiornando di anno in anno ponendo sempre più avanti la data di consegna. Non sfuggirà l’assenza di un riferimento preciso sul termine dei lavori nella stazione Duomo: è qui che si gioca la partita archeologica più importante, da qui si dipana la rete più fitta di intoppi per la prosecuzione del sistema di trasporto. Piazza Nicola Amore ha svelato una delle immagini più belle della città greco-romana, coperta e protetta dalla rivoluzione urbanistica del Risanamento: la pista di atletica dove si disputavano le «Isolimpiadi» o «Sebastà», i giochi che dal primo secolo dopo Cristo venivano organizzati a Napoli per celebrare il culto di Augusto; il porticato di età flavia dove si radunavano atleti e spettatori; e soprattutto il tempio di età imperiale, parzialmente crollato ma completo in tutte le sue parti.

Di questa imponente struttura sono stati raccolti i pezzi, fino all’ultimo frammento di colonna; catalogati, studiati e avviati al restauro, saranno rimontati al loro posto (un’operazione che ricorda molto da vicino il «miracolo» ricostruttivo di Abu Simbel) e inglobati nella stazione-museo che porta la firma di Massimiliano Fuksas. Il progetto era già in corso di aggiornamento per consentire l’opportuno alloggio dei reperti. Ma adesso diventa difficile immaginare tempi certi: perché gli esperti della Soprintendenza, di concerto con il ministero per i Beni culturali, hanno deciso di tirar fuori dal sottosuolo tutto il tempio, finora scoperto soltanto per un terzo.

I sondaggi rivelano infatti che anche la porzione nascosta è in condizioni tali da poter essere recuperata quasi integralmente. Questo vuol dire cogliere un’opportunità senza pari per la città d’arte. Ma vuol dire anche prolungare lo scavo in direzione piazza Garibaldi e immaginare un nuovo stravolgimento dello schema progettuale, spostando l’ingresso della stazione dai lati verso il centro della piazza. Ecco perché nessuno, oggi, ha il coraggio di azzardare previsioni.

Metropolitana spa, la società incaricata della costruzione del sistema di trasporto su ferro, rimanda ai tempi e alle valutazioni degli archeologi. Gli archeologi rimandano a ingegneri, architetti e operai per la realizzazione del mezzanino, necessario per andare avanti con l’esplorazione; e alla disponibilità di fondi (sostanziosi) per far arrivare il porto l’operazione recupero.

Altra grande assente nel cronoprogramma riveduto e corretto, la data di consegna dell’anello di collegamento con Capodichino. Quattro chilometri strategici per il trasporto urbano, intrecciati con la ferrovia Alifana, nuova frontiera con l’apertura di un terminal nel cuore dell’aeroporto. Un anno fa si parlava del 2011. Oggi la notizia è questa: il progetto è all’attenzione del Cipe. E di tempi certi si preferisce non parlare.

http://www.ilmattino.it/fotogallery.php?id_fg=5232&id_news=127918


Modificato da - ziolellotto il 24/11/2010 14:33:14
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