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 RM - Giardinetti[Pantano - Fiuggi - FR] 3
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ROMULUS31
Dirigente Movimento Operatore

2531 Messaggi

Inviato il 04/04/2026 :  23:23:14  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
Ma un 105 express (un 50) con sole fermate intermedie a Pierozzi, Tor Pigna, Filarete, Ponte Casilino, Porta Maggiore, Manzoni e Piazza Vittorio come lo vedreste?
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alex1976
Capo Stazione

2427 Messaggi

Inviato il 06/04/2026 :  15:10:14  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
Come deve essere,basta co tutte ste fermate
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ROMULUS31
Dirigente Movimento Operatore

2531 Messaggi

Inviato il 06/04/2026 :  15:59:25  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
E magari farlo passare su Via Giolitti, l'unico problema sarebbe sempre il tappo della Casilina da Ponte Casilino a Porta Maggiore
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Solitairwolf
Dirigente Movimento Operatore

3742 Messaggi

Inviato il 08/04/2026 :  20:53:01  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
https://www.romatoday.it/politica/chiude-ferrovia-termini-centocelle.html
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iencenelli
Amministratore(Capo Reparto Movimento)

9889 Messaggi

Inviato il 08/04/2026 :  22:03:11  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
cvd
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ROMULUS31
Dirigente Movimento Operatore

2531 Messaggi

Inviato il 08/04/2026 :  22:50:15  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
105L? Centocelle- Pigneto?
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Gemini76
Amministratore (Owner)

Lazio
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Inviato il 08/04/2026 :  23:36:58  Guarda il profilo di  Visita il Sito di Gemini76  Rispondi Citando
Buffoni. Buffone l'assessore, buffoni in ATAC e buffoni in ANSFISA a chiedere cose assurde. Certo che gli stipendi dei dirigenti ATAC e quelli di ansfisa sono veramente soldi pubblici buttati nel WC. Cmq speriamo che la gente si ricordi di chi ha assassinato la ferrovia e lo purghi alle prossime elezioni. Gualtieri deve giocarsi la rielezione su questa cosa.

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Abbiamo un sogno vero, Putin e Lavrov al cimitero
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l_pisani_54
Capo Stazione

1193 Messaggi

Inviato il 09/04/2026 :  08:41:55  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
L'Italia è quel paese in cui, quando bisogna realizzare un'opera pubblica, i vari "pezzi" della macchina dello stato, operano l'uno contro l'altro, magari per pararsi il culo, piuttosto che trovare una soluzione che, rispettando la sostanza delle varie norme, porti alla realizzazione di quanto progettato.
Riporto la triste storia dell'Auditorium Parco della Musica.
Progetto curato, fatto da un architetto importante (Renzo Piano), coadiuvato, nella parte tecnico acustica, da un importante ingegnere tedesco, che ha curato la realizzazione di molte sale da concerto degli ultimi anni.
Durante i lavori, si scoprono i resti di una villa romana.
A questo punto entra in ballo la sovrintendenza e si deve modificare il progetto originario.
In parte si risolve modificando la posizione delle tre sale: i gusci vengono ruotati per impattare di meno sulle rovine sottostanti.
In ogni caso non si può scavare quanto previsto.
La soluzione sarebbe crescere in altezza fuori terra, ma c'è un vincolo in altezza, per la sala principale, per non compromettere lo skyline della città.
Si risolve "affettando" la sala maggiore in altezza, togliendo diversi metri prima della copertura.
Peccato che l'ingegnere avesse calcolato esattamente la necessità di avere quell'altezza a fini acustici.
La sala risulta sbilanciata acusticamente, cosa non da poco per una sala da concerto dove si riproduce abitualmente musica sinfonica, che non si può aggiustare lavorando sull'amplificazione, come si potrebbe tentare con un concerto rock. In parte hanno ovviato con dei pannelli mobili attaccati sotto la copertura.
Ma il problema maggiore, a cui non c'è rimedio, è che la sala suona fiacca, sembra quasi che i musicisti non abbiano voglia di suonare.
In più c'è un altro fastidioso problema: se prendete posto nelle gallerie, vi accorgerete che, al piano superiore, praticamente non ci sono i bagni. Ma guarda 'ste archistar, che si scordano di mettere i bagni. No, Renzo Piano non si è sbagliato, semplicemente, nell'affettamento, che ha massacrato l'acustica della sala, è saltato anche un intero piano che conteneva i bagni.
Insomma, se andate di sopra, ricordate di fare pipì prima di salire.

Modificato da - l_pisani_54 il 09/04/2026 08:43:39
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Gemini76
Amministratore (Owner)

Lazio
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Inviato il 09/04/2026 :  10:15:36  Guarda il profilo di  Visita il Sito di Gemini76  Rispondi Citando
https://www.cesmot.it/2026/04/09/comunicato-stampa-cesmot-sconcertati-per-annunciata-chiusura-ferrovia-roma-giardinetti-necessario-garantire-diritto-mobilita-dei-cittadini/

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emipaco
Amministratore(Capo Reparto Movimento)

Lazio
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Inviato il 13/04/2026 :  14:30:59  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
ma il 105L è stato poi istituito?
comunque vedo qualche sporadico 18mt tra i 12mt

colui che sorride quando le cose vanno male ha già trovato qualcuno a cui dare la colpa (Arthur Bloch)
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Gemini76
Amministratore (Owner)

Lazio
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Inviato il 13/04/2026 :  21:51:47  Guarda il profilo di  Visita il Sito di Gemini76  Rispondi Citando
Non hanno vetture e ho la sensazione che Patanè abbia raccontato favole. Vediamo facendo accesso agli atti con ANFISA cosa salta fuori, ma La Giardinetti non è classificata tra le ferrovie

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iencenelli
Amministratore(Capo Reparto Movimento)

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Inviato il 13/04/2026 :  23:57:01  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
le vetture le hanno . Mancano gli autisti per il servizio extra
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Gemini76
Amministratore (Owner)

Lazio
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Inviato il 16/04/2026 :  21:57:45  Guarda il profilo di  Visita il Sito di Gemini76  Rispondi Citando
in ogni caso vediamo se ansfisa o il comune rispondono....carta canta e voglio proprio vedere se esistono queste prescrizioni. S enon esistono avrò tutto il diritto di dare del cantastorie a Patanè

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emipaco
Amministratore(Capo Reparto Movimento)

Lazio
15970 Messaggi

Inviato il 20/04/2026 :  11:25:23  Guarda il profilo di  Rispondi Citando
quote:
Messaggio di ROMULUS31

105L? Centocelle- Pigneto?


questa versione limitata non l'ho vista, ma mi è servito nella tratta termini-porta maggiore e ne sono passati abbastanza, rispetto ai tram che ormai sono diventati talmente rari che spesso su 5 e 14L inseriscono come supporto anche bus (che oltretutto non sono monitorati)

colui che sorride quando le cose vanno male ha già trovato qualcuno a cui dare la colpa (Arthur Bloch)
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apptras
Dirigente Movimento Operatore

Lazio
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Inviato il 21/04/2026 :  15:15:20  Guarda il profilo di  Visita il Sito di apptras  Rispondi Citando
La risposta dell’Assessore Eugenio Patané

Ai cittadine e ai cittadini di Torpignattara, Pigneto, Centocelle, Quadraro e aree limitrofe,
in rappresentanza dei comitati e delle comunità della Casilina,
ho ricevuto e letto con attenzione la vostra lettera, e vi ringrazio per il tono, la chiarezza e la serietà con cui l'avete formulata. Parlate di un dolore concreto – sei settimane senza il trenino giallo, sei settimane di pendolari rimasti a piedi, di anziani in difficoltà, di studenti che perdono quaranta minuti del loro tempo ogni mattina per una tratta che prima ne richiedeva quindici. Quel dolore è reale e legittimo. Meritate una risposta altrettanto sincera.
Comincio dai fatti. Il 4 marzo, due convogli si sono scontrati nel tratto a binario unico di Ponte Casilino. L'inchiesta tecnica ha accertato come probabile causa un errore umano: il superamento di un segnale a via impedita. Ma l'incidente ha messo in luce una fragilità strutturale della linea che non potevamo più ignorare.
L'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansfisa) ha imposto una serie di prescrizioni stringenti, a cominciare dall'installazione del sistema train stop, capace di impedire automaticamente il superamento non autorizzato dei segnali.
Qui arriviamo al nodo cruciale. L'adeguamento della ferrovia ai nuovi standard di sicurezza avrebbe richiesto investimenti significativi – cifre che, da una prima valutazione, si muovevano intorno ai 20-25 milioni di euro – e tempi lunghi. Nel frattempo, è in corso il progetto di trasformazione della linea Termini-Centocelle in tramvia moderna a scartamento ordinario: la linea G, Termini-Giardinetti-Tor Vergata, 13,3 chilometri, 25 fermate, 268 milioni di euro di finanziamento già stanziato dal Mit. La gara d'appalto è stata pubblicata il 31 marzo; la chiusura delle offerte è fissata per il 18 maggio. I lavori dureranno circa tre anni.
A fronte di questo scenario, ho scelto di non procedere con l'adeguamento d'emergenza della vecchia ferrovia. Non perché io consideri questa scelta meno dolorosa per voi, ma perché mettere 25 milioni in una linea che è comunque destinata a chiudere tra poco più di tre anni sarebbe stata una sottrazione di risorse che avrebbero potuto essere utilizzate per migliorare i servizi sostitutivi e per anticipare, dove possibile, l'inizio dei cantieri della tramvia. Questa è stata una scelta consapevole dei costi sociali che comportava, non una scomparsa dietro la retorica dell'inevitabilità.
Passiamo al presente. Voi avete ragione: il servizio sostitutivo attuale è insufficiente. Subito dopo l'incidente, abbiamo ordinato a Roma Servizi per la Mobilità e ad Atac di potenziare la linea 105 del 30 per cento: significa ridurre l'attesa da 8-10 minuti a 5-6 minuti, almeno in linea teorica. Quella riduzione è stata implementata. Ma come dite voi – e voi avete ragione – la linea 105 convive con il traffico di Roma, e il traffico non rispetta gli orari. Un bus può tardare, accumularsi, perdersi nei semafori e negli attraversamenti. Il trenino, semplicemente, non era soggetto a quei vincoli. Nessun potenziamento su gomma potrà riprodurne l'affidabilità.
Allora, che cosa stiamo facendo? Tre interventi concreti.
• La linea 105L, una variante ristretta che salta le fermate intermedie. Sarà attiva nelle ore di punta (6-9 del mattino, 16-19 del pomeriggio) e potrà ridurre il tempo di percorrenza Termini-Centocelle a circa 20-22 minuti nei giorni normali, più se il traffico è critico. Non è il trenino, ma è un passo in avanti.
• Il potenziamento della linea 409, con frequenze migliorate anche nelle ore intermedie della giornata. Non è la soluzione ottimale perché la 409 compie giri più lunghi, ma serve a offrire alternative quando la 105 è satura.
• Una linea aggiuntiva ancora in fase di definizione. Abbiamo raccolto i dati del primo mese di circolazione del 105 potenziato e stiamo lavorando su una linea ex novo che affronti specificamente il problema di Torpignattara: il vostro quartiere è infatti il più escluso dalla copertura della metro C e il più dipendente dalla ferrovia sospesa. Stiamo cercando un itinerario che colleghi Torpignattara direttamente a una stazione della linea C (verosimilmente Centocelle o Malatesta) senza il giro lungo per Porta Maggiore.
So che tutto questo continua a non bastare. Un autobus potenziato non è mai un treno. Ma è quello che posso offrirvi nel tempo di transizione che ci separa dall'avvio effettivo dei cantieri della tramvia.
Vengo ora ai vostri punti specifici. Sul tavolo di confronto pubblico che mi chiedete: sono d'accordo. Propongo di istituire un tavolo permanente, almeno mensile, con rappresentanti del V Municipio, dei comitati, di Roma Servizi per la Mobilità, di Atac e della Giunta capitolina. Non per fare delle riunioni per fare riunioni, ma per controllare mese per mese se il servizio sostitutivo sta funzionando, dove accusa criticità, dove necessita aggiustamenti.
Sulla vostra richiesta di navette circolari tra le fermate della metro C: è una proposta tecnica intelligente. La sto discutendo con Atac e con il dipartimento Mobilità. Una navetta che colleghi Malatesta-Centocelle-Teano-via Torpignattara-via dell'Acqua Bullicante potrebbe coprire il vuoto creato dalla chiusura della ferrovia per chi vive in quell'asse. Le difficoltà sono due: trovare i bus senza sottrarre risorse al 105 e alla 409, e definire un percorso che sia efficiente senza perdere troppi minuti in circonvallazioni. Tornerò su questo punto con una proposta concreta nel mio prossimo incontro con Atac.
Mi resta una parola sulla parte finale della vostra lettera, quella sul patrimonio storico e culturale. Avete ragione: la Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone è un pezzo della storia di questa città. Il trenino giallo, che ne era l'ultimo segmento, è un'eredità viva. Non è uno sfoggio di nostalgia dire che chi esce da Centocelle verso Tor Pignattara vede ancora l'infrastruttura di una Roma di sessant'anni fa, quella delle ferrovie locali che collegavano la capitale alle province e alla campagna. Trasformare quella linea in una tramvia moderna non è dimenticare quel patrimonio: è riconoscere che Roma cambia, che i suoi cittadini meritano mobilità migliore, e che le infrastrutture devono adattarsi senza per questo rinunciare al rispetto del contesto in cui si inseriscono.
Il progetto della linea G è stato disegnato da architetti e urbanisti che conoscono questo territorio. Nelle scuole, nei dialoghi pubblici, ne abbiamo parlato. Non è un'imposizione calata dall'alto: è il risultato di anni di discussione. E laddove il progetto ha dovuto affrontare obiezioni legittime – come quando l'Università di Tor Vergata ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza – abbiamo ascoltato e modificato. Questa è la strada che continuerò a seguire.
Concludo qui. Non dico che tutto andrà perfettamente. Non dico che i prossimi mesi saranno comodi. Ma dico che la mia amministrazione vede voi, sente il peso di questa assenza sulla vostra vita quotidiana, e sta lavorando con la massima serietà per arrivarvi a un futuro migliore. Se nel frattempo posso fare di più, voglio saperlo. Venite al tavolo che vi propongo. Portatevi i vostri dati, le vostre osservazioni, le vostre proposte.
Rimango a vostra disposizione.
Con stima e fiducia,
Eugenio Patanè
Assessore alla Mobilità Sostenibile e Trasporti
Roma Capitale

https://www.tramroma.eu (sito completamente rinnovato)
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