|
n/a
deleted
  
1574 Messaggi |
Inviato il 31/05/2011 : 17:04:50
|
notizia del Martedì 24 Maggio 2011
Roma - Ci sara' un processo per l'incidente del 17 ottobre del 2006 quando alla stazione della metro di piazza Vittorio (linea A) il convoglio guidato dal macchinista Angelo Tomei tampono' con violenza il treno che lo precedeva provocando la morte di una giovane ricercatrice (Alessandra Lisi) e il ferimento di altri 452 passeggeri con prognosi da uno a 60 giorni.
Il gup Giovanni De Donato ha rinviato a giudizio, oltre al macchinista, anche tre dirigenti della societa' Metro per i reati di cooperazione in omicidio colposo, disastro ferroviario colposo e lesioni gravissime. Il processo, che chiamera' in causa Gennaro Antonio Maranzano (indicato come responsabile dell'area esercizio e produzione), Roberto Gasbarra (capo del coordinamento movimento metropolitane) ed Ernesto De Santis (responsabile del servizio Metro A), prendera' il via il 21 novembre davanti alla prima sezione penale del tribunale. Stando a quanto ipotizzato dal pm Elisabetta Ceniccola, tutti e quattro gli imputati avrebbero causato la morte della Lisi e il ferimento dei passeggeri, attraverso il tamponamento tra i due treni, "in cooperazione tra loro per colpa consistita in imprudenza, negligenza ed imperizia, nonche' in violazione delle norme che regolano la circolazione ferroviaria e le disposizioni impartite all'interno della Metro spa". Maranzano, Gasbarra e De Santis, in particolare, a seconda delle mansioni, avrebbero omesso di disporre "la prescritta piombatura delle selettive di bordo relative al sistema di sicurezza Atp (Automatic train protection), di controllarne l'effettuazione e di disporre costanti controlli sugli irregolari distacchi dei sistemi di sicurezza di bordo, nonche' di applicare sanzioni disciplinari a macchinisti inottemperanti, anzi inducendo i macchinisti stessi, e nel caso di specie Tomei, a non accumulare ritardi nell'espletamento delle corse sulla linea A e a percorrerla in un tempo inferiore a quello previsto in applicazione delle norme di sicurezza, risultato ottenibile, soprattutto in orario di punta, solo con la disattivazione del sistema Atp, in modo da poter viaggare a valocita' superiore a quella consentita e tenere una distanza ravvicinata tra convogli precedenti". Cio' "al fine di massimizzare i profitti per la societa' e non subire l'applicazione delle penali previste negli accordi con il Comune, titolare del servizio pubblico". Tomei avrebbe disattivato il sistema di sicurezza cosi' "da poter superare il limite di velocita' di 15 km/h, consentito dal segnale posto all'uscita della fermata Manzoni, che indicava rosso permissivo, senza far entrare in funzione freno di emergenza e blocco automatico e portando il convoglio alla velocita' di 52 km/h, di talche', accorgendosi in ritardo dell'ostacolo, pur frenando, andava a collidere con il treno fermo alla stazione Vittorio Emanuele alla velocita' di 42 km/h".
|
MA 100 |
 |
|