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Inviato il 20/12/2006 : 14:58:32
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| è davvero incredibile di quanto sia pulita la stazione nonostante la zona che serve. |
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poseidon.79
Tecnico Circolazione (Capo Squadra Deviatori)
 
Campania
572 Messaggi |
Inviato il 20/12/2006 : 16:38:02
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Ci sono varie info sul primo progetto per la metro di Napoli..
Dal N° 72 di “Mondo Auto” di Dicembre 2006, periodico di informazione dell’ACI.
LAMONT YOUNG
IL FONDATORE DELL’AUTOMOBILE CLUB NAPOLI
Nel 1906 dieci autovetture partivano sulle strade delle Madonie in Sicilia per una scommessa impossibile di Vincent Florio. Nasceva così il mito della targa che prendeva da lui il nome. Ne giunsero sette al traguardo alla presenza di 12.000 persone giunte con treni speciali e tutti i mezzi di locomozione dell’epoca. Era nato così l’evento che avrebbe sviluppato la motorizzazione più di ogni altro. Nello stesso anno, il 18febbraio, a Napoli Lamont Young (1851 — 1929), un ingegnere napoletano, colto ed illuminato, figlio di un benestante inglese e madre indiana, riuniva nella sua casa altri 38 fortunati possessori di automobile per fondare l’Automobile Club Napoli. Nella sua utopia c’era la metropolitana e la visione di una città diversa tutta proiettata nel futuro anticipando e prevenendo i problemi che ancora oggi attanagliano la nostra società ed il suo futuro. Il suo progetto: non allargare la città estendendola a macchia d’olio, ma proiettandosi direttamente all’esterno nella periferia da collegare con un sistema di trasporti, prima tranvie a cavalli (1872) e da qui, poi, alla metropolitana (1880). Esempio di vita anglosassone, convinto assertore del decentramento, di cui da tempo aveva ravvisato l’esigenza, egli puntò sul terziario avanzato verso lo sviluppo del turismo, anche in questo antesignano dei problemi del secolo successivo e nella individuazione della loro soluzione alla quale siamo pervenuti solo da qualche anno. Fu il progettista dei Campi Flegrei, dove, quasi per un gioco del destino, l’Automobile Club Napoli ha eretto la sua attuale sede sociale. Lamont Young fu anche proprietario dell’isola di Vivara, ove progettò un modello di casa girevole. La sua metropolitana non fu mai finanziata, in quanto l’ingegnere anglosassone non si concesse mai alla imprenditorialità locale che non stimava e da cui si teneva alla larga. Nacquero, però, per questo progetto la Grotta Laziale e quella di Piedigrotta. “Lo scopo di questa ferrovia metropolitana è quello di riunire i centri con la città, i sobborghi ed i villaggi sulle colline in rapida comunicazione fra loro”, primo esempio intelligente e razionale di mobilità con trasporto pubblico su ferro. La lungimiranza e l’intelligenza di quest’uomo lo portarono a fondare un club per gli automobilisti e contemporaneamente a progettare la prima rete di trasporto pubblico su feti-o, realizzando di fatto quella intermodalità che è oggi ritenuta l’unica soluzione possibile per una mobilità responsabile. li progetto prevedeva anche un ascensore per il Vomero, primo esempio di mobilità verticale su fune. Lamont Young affermava in proposito: “ Quando sarà realizzato, questo sistema libererà i viaggiatori dalle continue vessazioni, che sono oggidì la più grande noia di questa città”. Scriveva il Times ‘Napoli con la sua affollata popolazione di 500.000 anime disimpegna i suoi mezzi di trasporto con difficoltà e qualche volta con pericolo, ed in vero in molti punti il pericolo di transitare per le vie si pareggia con i punti più popolati di Londra. Aggiungasi a ciò che i Napoletani sono per la maggior parte indolenti, e che evitano per quanto più possono di camminare sempre che trovano un mezzo qualunque di locomozione, e di ciò ne sia prova le innumerevoli carrozzelle, omnibus, carrozze private a tramways che spesso ingombrano talmente le vie da chiuderne la circolazione; molti di questi inconvenienti saranno eliminati con la costruzione di questa ferrovia e molti popolosissimi villaggi dei dintorni saranno messi in rapida comunicazione coi centri della città”, primo esempio di politica strutturale per la sicurezza stradale. Nel progetto, Larnont Young aveva previsto anche lo scartamento uguale a quello delle Ferrovie dello Stato che ha consentito di far passare i treni Napoli-Roma sui binari della metropolitana. Una serie di fattori gli fanno pertanto ritenere indispensabile la costruzione della metropolitana sotterranea che poteva ovviare all’impossibilità di creare nuove strade determinata da motivi ben precisi, quali: la difficile posizione orografica della città, chiusa fra il mare e le colline; il traffico lento e caotico, dannoso alle esigenze di un Paese moderno e allo sviluppo del commercio; la forte densità edilizia del centro cittadino, considerando che, in una stessa unità di superficie, Napoli aveva due volte la popolazione di Parigi e due volte e mezza quella di Londra; ed infine il costante aumento demografico. Aumento che, in un solo decennio, aveva fatto registrare un incremento di 50.000 abitanti favorendo l’estensione caotica della città verso Torre del Greco, Posillipo e le colline, “Se non che, a tanto aumento di popolazione ed a tanta attività manca lo spazio: donde ne seguita che, costretta in poche ed anguste vie, essa muovesi a disagio sopra una zona ristretta ed insufficiente. E tale è la posizione topografica della città che non volendo tollerare il disagio non rimane altro che la emigrazione. Posta sulle falde di una collina, che con dolce e breve declivio scende nel sottoposto mare, la bella Sirena, mentre posa il capo sulle verdi e profumate alture, bagna i suoi piedi nelle onde marine. Ma se queste condizioni di suolo la rendono pittoresca ed oltre ogni dire deliziosa, la inceppano pure nei suoi movimenti; di maniera che la sua vita e la sua attività si svolgono e si agitano in due sole anguste parallele, che la rendono tumultuosa, in comoda, e quel che è peggio ancora, sudicia e malsana”. Al termine della sua relazione sul progetto in questione, Lamont Young fa qualche riflessione filosofica e morale, paragonando la civiltà ad un aerostato. “Rapido è il suo corso; e più rapido gli viene a misura che s’innalza su le rupi della ignoranza e sulle correnti dei parziali interessi. Or chi non vede come la nuova civiltà slanciatasi rapidissima negli sterminati campi dell’infinito tenga sospeso ed assiderato il vecchio mondo nelle altissime sfere dove a mala pena può respirare? Or chi non vede e non considera come non sia possibile ad una parte dell’umanità staccarsi dalle altre e rimanere immobile. L’immenso sviluppo dei mezzi di locomozione ha fatto di tutto il mondo una sola società le cui relazioni stringendosi e moltiplicandosi rendono sempre più indispensabili non solo maggiore facilità di comunicazione ma bensì di coordinarle in un unico sistema onde ottenere l’armonia e l’equilibrio che sono la vita dell’Universo”. Nel 1883 Lamont Young pensava e prospettava di utilizzare i materiali scavati per costruire la metropolitana creando un nuovo quartiere che lungo la costa di Posillipo collegasse Napoli (da S.Lucia) con i Campi Flegrei, realizzando un canale lungo 1.500 metri tra un insieme di isole divise da altri canali. Il nuovo rione veniva denominato Venezia e nascevano così le prime vie del mare. Il canale centrale, navigabile con bateaux mouches, di circa 2 Km, raggiungeva la zona ex Italsider ove doveva nascere un quartiere residenziale a scarsa densità abitativa, ma con stabilimenti balneari per la purezza delle acque (primo progetto per Bagnoli) con giardini e zone terrazzate leggermente in pendio e ville digradanti verso il mare, alberghi, stabilimenti termali, giardino zoologico, negozi, un palazzo di cristallo con un lago e isolette centrali. Il rione Venezia da Posillipo si sarebbe prolungato fino a raggiungere i Campi Flegrei; qui doveva nascere un quartiere residenziale di cui solo il 20% destinato ad abitazioni di qualità e molti insediamenti, turistico – termali, balneari con immensi giardini ove, poi, sorgerà invece l’lIva. Tale intuizione geniale, di cui solo oggi probabilmente siamo in grado di valutare la portata, avrebbe senz’altro modificato il corso della storia di Napoli. Nel nuovo quartiere Venezia ed in quello contiguo dei Campi Flegrei Lamont Young prevedeva di risolvere il problema della circolazione stradale agli incroci mediante rampe e passerelle metalliche con 21 ponti, di cui 10 pedonali in legno o ferro e 11 rotabili, tutti metallici, ad esclusione di 1 in muratura. Non erano altro che i sottopassi e sovrappassi che si sono realizzati dopo circa sessant’anni in molte metropoli e di cui Napoli avrebbe bisogno ancora oggi. Successivamente Lamont Young modificava il suo progetto di metropolitana precisando che lo scopo precipuo da lui perseguito era di ottenere la massima efficienza del servizio; occorreva soprattutto congiungere in modo soddisfacente i quartieri “che lo sventramento, e l’ingrandimento dell’attuale città, han reso necessario” con le tradizionali zone di vita e di commercio, e tenere conto di quelle aree edificabili che, a causa della loro distanza dal centro, non erano ancora state comprese nell’ampliamento urbano. Si eliminavano quindi quei tronchi nelle zone che potevano usufruire di altri mezzi di trasporto dando invece spazio a circuiti che, organicamente collegati fra loro, mediante stazioni opportunamente dislocate, avrebbero reso facilmente raggiungibile qualsiasi punto della città. Il percorso lungo 28 Km. con 15 stazioni che avrebbero collegato la parte bassa della città con il Vomero in aggiunta alle due funicolari senza prevedere traffico veicolare. L’intero progetto, costituito dal rione Venezia, rione Campi Flegrei e Metropolitana, fu approvato dal Consiglio Tecnico e dalla Giunta Comunale nel 1888, con un sostenitore come l’assessore Marchese di Campodisola (dopo 14 anni di rielaborazioni e correzioni). La votazione si concluse con 38 voti favorevoli e 12 contrari alla concessione. Il sogno di Young, dopo lunghi annidi estenuanti lotte, sembrava sul punto di realizzarsi, non rimaneva ormai che trovare chi sovvenzionasse l’opera perché la concessione, come si usava all’epoca, era condizionata ai finanziamenti necessari, Il tentativo effettuato in tal senso, soprattutto verso la finanza inglese, purtroppo, falli e Young fu costretto a chiedere di procrastinare il termine concesso per il deposito della cauzione sebbene, a suo dire, le trattative iniziate a Londra fossero quasi concluse, mancando solo le formalità legali per la costituzione giuridica della società finanziatrice. La proroga gli fu accordata, escludendo tuttavia la possibilità di ulteriori rinvii. Per qualche avvenimento che non siamo in grado di conoscere, non dandone alcuna notizia né gli atti del Consiglio né i suoi documenti personali, Young non fu in grado di mantenere gli impegni assunti, lasciando scadere la concessione tanto faticosamente ottenuta.
Antonio Coppola
Dal N° 72 di “Mondo Auto” di Dicembre 2006, periodico di informazione dell’ACI.
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878 Messaggi |
Inviato il 20/12/2006 : 17:13:01
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Sinceramente negli ultimi tempi ce molta piu sorveglianza che prima...ad esempio ad ogni stazioni cìè qualkuno che vigila, mentre spesso capita che entrano poliziotti con i cani...
www.stazionidelmondo.altervista.org |
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Inviato il 20/12/2006 : 18:52:51
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| ma si può essere così idioti da prendere a calci o strattonare persone anziane?! ragazzini poi... |
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BiagPal
Capo Stazione
  
Campania
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Inviato il 20/12/2006 : 23:11:55
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Purtroppo gli idioti sono tanti, ma questo è lo specchio della società in cui viviamo e purtroppo non è un problema solo di Napoli, ma dell'Italia intera. Comunque la Linea 1 io l'ho sempre utilizzata e fino a qualche anno fà frequentavo il Vomero nei fine settimana ed utilizzavo la metropolitana per raggiungerlo. Apparte qualche problema la Linea 1 è sempre stata alquanto sicura, se confrontata con alcune linee di autobus e di Circumvesuviana. Negli ultimi tempi con le telecamere a bordo dei treni della Linea 1 e con più guardie giurate, come giustamente diceva mentnafunangann, la situazione è migliorata. Comunque sono anni che l'assessore Cascetta chiede l'impiego, anche sui treni della metropolitana di Napoli, della Polfer, così come già accade a Milano. Non capisco perchè a Milano venga utilizzata ed a Napoli venga negata . |
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BiagPal
Capo Stazione
  
Campania
1001 Messaggi |
Inviato il 20/12/2006 : 23:13:17
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Fourigrotta-Bagnoli, viaggio di prova del parlamentino sui treni della Linea 6
Questa mattina, l'intero consiglio della decima Municipalità, capeggiato dal presidente Giuseppe Balzamo, alle 10:30, in Piazzale Tecchio, sperimenterà il primo treno della Linea 6. Si sono concluse lunedì, infatti, le verifiche del Ministero dei Trasporti, dunque, in gergo il treno "è in esercizio". Saranno i primi a percorrere la tanto sospirata linea tranviaria rapida. "Abbiamo voluto sperimentarla ancora prima che venisse ufficialmente inaugurata", dichiara il leader del parlamentino di Bagnoli Fuorigrotta. Il progetto prevede il proseguimento, tutto in sotterranea fino a Piaza Municipio. I lavori in corso interesseranno il prolungamento per piazza San Pasquale, Piazza Vittoria, piazza Plebiscito, e Piazza Municipio è già stato approvato. Mentre la tratta mostra-Arco Mirelli è ultimata.
Articolo apparso oggi su Cronache di Napoli.
Apparte qualche imprecisione sulle future stazioni (Vittoria e Plebiscito come tutti sanno sono state accorpate nella Stazione Chiaia) mi chiedo quale sia il significato di questo viaggio a bordo dei tram della Linea 6, ma soprattutto se è vero come si dice nell'articolo che le pratiche USTIF sono state ultimate, perchè non si inaugura la linea? |
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Inviato il 21/12/2006 : 10:26:06
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DA IL MATTINO DEL 20/12/06
"Guide ai trasporti della città e biglietti 24 ore su 24 con i nuovi distributori automatici. Queste le novità per il 2007 del consorzio Unicocampania presentate ieri dall’assessore regionale Ennio Cascetta." |
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Inviato il 21/12/2006 : 14:35:28
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anche la stazione di montedonzelli è molto sorvegliata... ho avuto un breve colloquio con uno della vigilanza, mi ha detto che grazie a loro la stazione si mantiene pulita e senza vandalizzazioni, anche il parco giaco e le aree esterne sono sorvegliate. anche se lamentava molto la questione delle beby gang nella metrò nei fine settimana... non sanno come e cosa fare per contrastarle. si lamentano soprattutto della indifferenza dei genitori dei ragazzi a forte disagio sociale.
ingresso stazione superiore
 l'altro ingresso


 il parco giochi della stazione


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Modificato da - n/a il 21/12/2006 14:38:14 |
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Inviato il 21/12/2006 : 18:18:45
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| ma del'ipotetica stazione di porta capuana sull alinea 2 se ne sa qualcosa? |
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Inviato il 21/12/2006 : 22:35:21
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per le due stazioni sotterranee previste sul tratto storico della linea 2 (madonna della neve e quella di porta capuana), non se ne parla proprio... oltre al piano presentato dal comune, nessuno ne parla.
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Inviato il 22/12/2006 : 09:49:00
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passando per la stazione museo (l'opera dell'architetto gae aulenti)




 anche qui la sorveglianza è ottima, inoltre il personale della vigilanza è molto cordiale. |
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Inviato il 22/12/2006 : 11:48:59
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Infatti la sorveglianza c'è sempre...poi hanno messo anke tutti i cartelli di auguri per le feste con tanto di stelle di Natale!
www.stazionidelmondo.altervista.org |
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Inviato il 22/12/2006 : 13:31:08
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dalla stazione venvitelli |
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1300 Messaggi |
Inviato il 22/12/2006 : 13:46:12
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| vanvitelli la mia preferita !!!!!!!!!!!:) |
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