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C O N T R O L L A    D I S C U S S I O N E
freelancer Inviato - 07/08/2007 : 21:29:21
Oggi posso dire che il mio nickname è uscito da Internet!
Il mio primo modello "freelance" è ormai in "catena di montaggio".
Ho preso una Rc4 della Del Prado (modello per certi versi osceno, ma per questo adatto ad un mezzo freelance) e ne ho in corso la modifica della carrozzeria: saranno obliterati i 4 oblò per fiancata (so, a Roma direbbero qualcosa tipo me'cojoni !) e vi sarà montata una meccanica derivata da una locomotiva americana. Essendo un modello freelance, lascio intatti i carrelli EMD-GP.
Siccome mi sono "progettato" un mezzo a più sistemi (3 kVcc, 25 kV 50 Hz, 15 kV 16,7 Hz), ho previsto 4 pantografi, ma non saranno mica quattro asimmetrici, no... troppo facile e indegno delle mie capacità . Ci metto 4 pantografi simmetrici compenetrati. Avete presente il TEE Gottardo? Ecco, così.
Chi possiederà un simile mezzo? C'è una sola area dove possa essere necessario, la mia (Friuli-Venezia Giulia): a nord c'è l'Austria, a est la Slovenia ma anche l'Ungheria ed eventualmente la Croazia. Ed ecco la necessità di 3 sistemi. Siccome esiste un'organo sovranazionale (esiste davvero!) che comprende regioni italiane, austriache, ungheresi, slovene e croate, ho deciso di dare a questo organo sovranazionale anche una gestione ferroviaria e far nascere così le Ferrovie di Alpe Adria. Le sigle saranno per ora solo quella italiana, quella tedesca e quella slovena (FAA, AAB e AAZ), disposte "alla svizzera" (FAA e AAB da una parte, FAA e AAZ dall'altra). Non so come si scriverebbe la sigla in ungherese...
I colori della vera Comunità di Lavoro Alpe Adria sono il blu ed il verde, ma io ho preferito per i mezzi viaggiatori una livrea blu e bianca (non so ancora se con disposizione "alla Tram di Opicina" o "alla XMPR"), mentre per i mezzi merci ho trovato valida la livrea grigio/gialla usata dalla RENFE e un tempo anche dalle NS, ottima anche dal punto di vista antinfortunistico.
L'ambientazione mi permette di usare tranquillamente materiale trainato di origine tedesca e, se saltasse fuori in N, anche italiano.
La seconda locomotiva sarà la slovena 363 (la CC6500 a 3kV), le cui vere livree sono troppo difficili per me...
Se avete suggerimenti, sbizzarritevi. Tanto la FAA/AAB/AAZ non esiste...
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
freelancer Inviato - 19/11/2011 : 22:43:27
Oggi pulizia col WD-40 (è ottimo anche per pulire le rotaie, infatti è qualcosa di affine al kerosene: se lascia troppo unto, ripassare con dell'alcol) delle parti meccaniche della cab'n'tender: a un certo punto mi ero chiesto se ci fosse più sporcizia che meccanica! .
Sono anche riuscito ad aggiungere un sesto asse: ne migliora l'assetto e il "passo elettrico" ma ha dato un punto di appoggio in più che ha fatto perdere un po' di aderenza, spero di riuscire a compensare con un po' di zavorra in più.

Avevo parlato dello steampunk, perchè mi era stato detto che in tale categoria poteva rientrare l'aver concepito una locomotiva come sarebbe stata. Per me è solo steam, naturalmente!
Perchè non è "steampunk" il mio modello? Perchè non ho "portato nel passato" tecnica ferroviaria più recente, ho solo ideato, pensandola come se fosse vera, una locomotiva dalla guida un po' più comoda (si fa per dire), ipotizzandone la costruzione nel primo Novecento. Lo Einheitstender tedesco potrebbe pure essere arrivato dopo, perchè la postdaterebbe a dopo il 1925.

Lo steampunk è un genere di "fantascienza retrodatata" (come sarebbe stato il passato se il futuro fosse avvenuto prima è un motto abbastanza usato), ambientata all'epoca del vapore (ma appunto perchè fantascienza, i treni sono solitamente trascurati); di solito le ambientazioni steampunk, data l'anglicità della maggioranza degli Autori, sono collocate o nella Gran Bretagna vittoriana (1837/1901) o nell'America della Frontiera (1865/1900), ma per la mia collocazione geografica potete intuire che l'ambientazione potrebbe essere l'Austria asburgica di Francesco Giuseppe (1848/1916) . In questo quadro, la cab'n'tender ci starebbe, in quanto l'aspetto è più germanico che anglosassone.
freelancer Inviato - 17/11/2011 : 15:20:39
Un piccolo aggiornamento: le scalette del tender mancavano, ieri sera le ho rifatte (qualcosa come finito alle 2 di notte...), prima il montante esterno, intero, poi il montante interno, solo mezzo, si infila nella cassa attrezzi.
Chissà con una scaletta simile oggi i sindacati e i RLS che strepiti farebbero!
freelancer Inviato - 10/11/2011 : 23:29:34
Adesso mi sto praticamente ritrovando con un occhio solo: ho fatto un lavoraccio terribile, con della plastica fine ho letteralmente disegnato le portellature della cab'n'tender, ma mica in rilievo, nooo... le ho fatte in negativo. Con delle striscioline di plastica finissima (tagliate con cura per non arricciarle) ho fatto quelle che dovrebbero essere le parti fisse della portellatura, gli "stipiti", in modo che i "battenti" sembrino leggermente incassati. Inoltre ho montato i cilindri in maniera visibile e cascano perfetti con le predelle giuste in corrispondenza del terrazzino. Per fissarli meglio ho forato telaio e cilindro e ho messo delle "graffe" in filo d'ottone, in aggiunta alla colla. Una è visbile ma sembra un condotto di spurgo o di rientro d'aria. Ora sembra ancora tutto sproporzionato, ma una mano di nero fa miracoli.
Di nero, dicevo, ma a vedere la mia 9F, "invecchiata di fabbrica" e anche... la 740.296, direi che la seconda mano di vernice conviene darla in grigio, molto scuro ma non nero. E poi ci sarebbe da ragionare sull'invecchiamento vero e proprio.
freelancer Inviato - 06/11/2011 : 22:05:51
Pensavo mi avessero raccontato una balla, perchè era il classico FOAF (friend of a friend, amico di un amico) invece era vero. Tempo fa un mio amico mi aveva parlato di un altro su amico, ennista, che era riuscito a costruire un carro riscaldo appunto in N e per fare il camino aveva arrotolato della plastica sottilissima (0,1 mm) leggermente a cono, infilata nel foro e poi resa un blocco unico dall'applicazione dell'apposita colla (tipo Humbrol, Faller o Revell). Ho usato questa identica tecnica per il camino della cab'n'tender e ho visto che funziona.

Ho osservato anche una leggera "pendenza" all'indietro della carrozzeria che richiederà un po' di lavoro di carta vetrata, la riproduzione del supporto della caldaia sporge un po' verso il basso.
Risolto il problema di pendenza e resto, preparerò il "pozzetto" con le valvole di sicurezza: saranno incassate nel tetto, un po' come quelle della 685.
L'avevo già detto: ho pensato a questa locomotiva come se dovesse esisterne una vera.
Ora sto studiando vari trucchi per nascondere il cardano (anche perchè non raccolga schifezze vaganti), ma quello che potrebbe essere più realistico è usare della stoffa grigia a formare una specie di "galleria" a U capovolta grazie a due telaini metallici, asportabili grazie a due fori sul pianale del tender e due su quello sporgente della macchina. Somiglierebbe a quello delle BR 52 Kriegslok.
freelancer Inviato - 04/11/2011 : 22:58:57
E finalmente i vetri ci sono tutti. Beh, tutti non proprio, ma due li faccio con la resina trasparente perchè sono troppo piccoli.
Sono 18 rettangolari (16 laterali, 2 frontali) e due ovali (i due lato tender). Sticà... Fra un paio di settimane cab'n'tender diventerà tutta nera.
Ora sto pensando a una perversione in più, devono essere come le ciliege : anche se non ci sono biellismi perchè la meccanica viene da una vecchia Diesel, montare lo stesso il blocco cilindri davanti. Dato il tipo di macchina, sarebbe troppo "sadomasochista" pensare a una "quattro cilindri", anche perchè il terrazzino anteriore sarebbe troppo piccolo...
I due cilindri, tra l'altro rotti, venivano da una BR 80 scassatasi circa 20 anni fa, li ho appena riconnessi fra loro. Hanno di bello che sono presenti due predelle per cilindro , il che non starebbe così male in una macchina che va guidata "da davanti"; il problema è la plastica oscenissima che non prende nessuna colla: per unirli con un "ponticello" ho dovuto creare una specie di sandwich con sei strati di plasticard, roba da un paio di giorni per asciugarlo .
Qualcuno conosce il genere letterario steampunk? Io non di preciso, ma potrei rispondere che intanto sto occupandomi della prima metà del termine (steam); se ci sia anche la seconda (-punk) non spetta a me deciderlo. Forse attorno alle feste natalizie si potrà giudicare. No, prima no...
freelancer Inviato - 29/10/2011 : 15:14:47
Breve aggiornamento: avevo provato ad abbreviare il lavoro sui finestrini della "cabinata con tender" e non è riuscito: occorre troppa precisione per limare lo spessore del plexiglas (beh, in realtà è policarbonato, uso la custodia rotta di un CD) solo della larghezza del montante. Decisamente più semplice, anche se più lungo, montare un solo vetro alla volta.
freelancer Inviato - 27/10/2011 : 23:25:40
Ecco, l'automotrice binata inglese che ho preso è più o meno come questa: http://www.railfaneurope.net/pix/gb/diesel/dmu/156/CT/156_418_cam1.jpg
Il bello è che il gancio automatico è funzionante! In N! In mezzo c'è un semplice dispositivo uncino/asola, il che rende il mezzo scindibile per riporlo (altro che l'ICE di Fleischmann, che bisogna avere sei mani per spostarlo una volta composto o si fa un disastro... )
Ho comprato due modelli inglesi e mi hanno pienamente soddisfatto. Sono tutti e due di Dapol, non conosco quindi le altre marche, ma questa è davvero buona.

Lato autocostruzioni: cab'n'tender* procede, ma per motivi di incollaggio devo far passare qualche giorno fra un passo e l'altro. E con 16 finestrini di tempo ne passerà parecchio . Ho fatto anche la cosa più importante: la circolabilità. Percorre un "flesso" senza problemi, in avanti o all'indietro, a destra o a sinistra.



*sì, pur non piacendomi quel genere di musica, l'ho preso da rock'n'roll, che fra i tanti significati (anche spinti!) ha pure quello di "rollio e beccheggio": come si sa, questi moti parassiti ci sono anche in una locomotiva...
freelancer Inviato - 20/10/2011 : 16:41:38
Non pensavo fosse così facile: ho ricavato la cassa della cab'n tender dal disegno di uno spazzaneve a vapore, giusto per avere riferimenti per camino e valvole varie, mentre il tender ha solo richiesto un restauro e la ricollocazione del motore al suo interno. Ho appena riunito le due metà, devo ancora fare qualche piccola sistemazione per evitare che in curva il cardano "scappi".
La porta della camera a fumo (l'ho fatta visibile) l'ho riprodotta del tipo "a due battenti", come nella 728. Dà un'aria più vintage e lascia libero un terrazzino per permettere agli operatori di muoversi tutto attorno alla macchina.
Sì, forse sono un po' "tocco", ma nel fare questi "progetti" mi comporto come se avessi a che fare con una realtà ipotetica, nei limiti delle mie conoscenze; ecco perchè sono così attivo con le domande nelle "curiosità sul vapore"
Ma ora viene il peggio, la "s'gionfa", come la chiamiamo qui: i vetri di 16 finestrini!
Vista l'epoca possibile, dettata dal tender, per le luci sono nella "emme" fino al naso: quando c'era quel tender (unificato tedesco, progettato dopo il 1925) si usava già fanaleria elettrica, ma per riprodurla bene occorre usare LED "bianco caldo": per averli ne devo prendere minimo 25 pezzi. Quattro, al più cinque, per il modello (due tender, due o tre macchina). E gli altri venti?
Come wikipedia scrive sulle voci non documentate "[senza fonte]": un altro modellista mi ha detto che ai primi del Novecento la NYC possedeva davvero delle locomotive cabinate dotate di tender, indicando il medesimo come quello cosiddetto slopeback, inclinato all'indietro. Io di questa locomotiva foto non ne ho mai viste, ma l'informazione è così precisa che se non è vera è davvero ben inventata.

Ah, ho ricevuto l'automotrice binata inglese. Un design forse un po' curioso ma non esotico, una buona qualità di marcia... un bell'acquisto, insomma. Si può persino farla viaggiare a fari accesi o spenti a scelta! E tutto per 115 euri compresa spedizione (fatti i conti). Per confronto: il Desiro di Fleischmann, per restare nel pariclasse, costa esattamente il doppio e non penso abbia gadget.
Allora vado avanti a prendere ancora qualcosa di inglese, visto che in N sagoma e scala si compensano reciprocamente e non sfigura vicino a mezzi tedeschi.
Avevo già detto che, col terremoto della fine della N Roco, avevo scoperto che la roba inglese costa meno e che al limite si può provare un'ambientazione British. Visto che ci sono anche diversi negozi online (che sono anche fisici, lo ritengo garanzia di serietà in più), ora so pure che sono anche veloci con le spedizioni e nemmeno cari...
Se compro ancora una Diesel media (tipo la Hymek), qualche vettura e qualche carro, l'automotrice c'è, lo speciale a vapore anche ()... Beh, ci sono rischi che metta in atto la minaccia. Immaginate un porticciolo sul Mare del Nord servito da ferrovia.
freelancer Inviato - 09/10/2011 : 15:08:54
Allora, la settimana appena finita ha portato due novità: la prima è che il colloquio di lavoro è andato a buon fine, il contratto parte dal 24 prossimo. Se poi succederà di prolungarlo (occorre fare un secondo contratto, ma si può fare) fino a quasi fine anno, meglio ancora.

La seconda notizia è relativa, per il mio nomignolo. Sfidato dal mio amico veneto, visto che gli avevo detto di avere in casa un tender con motore (non "motorizzato": il motore è nel tender ma azionava gli assi della locomotiva), a fare qualcosa con esso. Ebbene, sta venendo fuori poco a poco una "cab 'n tender" : locomotiva cabinata a tender separato! Dal colore che le darò, il tender è tutto nero, potrebbe essere ipoteticamente austriaca... o francese. Siccome il telaio non è di una loco a vapore ma di una Diesel (e pure americana), ho "carenato" le parti basse che permettano una adeguata circolabilità. Ambo i carrelli prendono corrente, più il tender, ma solo uno è motore. Quando ho preso le misure finali mi è venuto fuori che sotto la cabinatura avrebbe dovuto starci... la BR 59 DRG o la Serie 100 kkStB, un mostro a 6 assi accoppiati! Freelance all'ennesima potenza!
freelancer Inviato - 12/05/2011 : 23:05:42
Riesco a postare qualcosa fra uno sbadiglio e l'altro (guardate l'ora...)
Siccome ci sono stati di mezzo l'organizzazione delle "nozze d'oro" dei miei genitori, un paio di altri problemini che hanno rosicchiato del tempo, per la "Carminati & Toselli" ad accumulatori il lavoro riprenderà appena a settembre.
Nel frattempo mi sto facendo su due Schienenbusse di Del Prado che avevo inizialmente pensato di adattare a rimorchi una automotrice di grande capacità che potrebbe avere un'ambientazione meno recente di una 668, ossia un mezzo che potrebbe ipoteticamente essere stato costruito a metà anni Cinquanta. Forse sono un po' esagerate 8 porte...
Siccome conosco meglio la "Veneta" che altre realtà, specie sulla classificazione, ho trovato come numerare questa automotrice ipotetica: esiste un "buco", infatti. Un po' come la cabinata "di tipo svizzero" che ho numerato 199.
freelancer Inviato - 26/04/2011 : 16:04:43
Infatti il montaggio della meccanica si è rivelato più difficoltoso del previsto. Le vitine che dovevano fermare il telaio alla cassa impedivano la rotazione dei carrelli. Sto preparando la modifica. Invece sono andati bene costruzione e montaggio del cassone del reostato.
Spero di riuscire a fare domani le casse accumulatori (che eliminano l'antipatico "vuoto" fra i carrelli) e i particolari sotto le cabine.
freelancer Inviato - 13/04/2011 : 22:16:15
Il lavoro mi ha letteralmente rintronato, ma la costruzione della parte bombata del tetto con i vari listelli incurvati, affiancati e incollati uno a uno riesce.
La prima testata sta "riposando", voglio averla rigida prima di fare l'altra.
freelancer Inviato - 11/04/2011 : 22:49:05
Non ho incollato le cabine per un motivo molto semplice: se le incollo ora, mi sono di ostacolo nella collocazione della parte centrale del tetto. Essendo questo a curvatura semplice, è meglio montarlo e rifinirlo prima, e fare la sezione bombata sopra le cabine in seguito.
Sembra facile... tenete presente che ci sono ben tre coprigiunto da realizzare con "filino" di plastica da 0,5 x 0,5 mm: una goduria che non vi dico!

Devo vedere che dimensioni abbiano, ma il negozio inglese ha di nuovo disponibili anche le meccaniche a 2 assi. Una voglio usarla per un Diesel "di piccolo cabotaggio", basato su un originale svizzero (e due: dopo la vaporiera anche il Diesel ), l'altra, se ci sta, per finire la seconda cabinata. Anche se i compromessi sono maggiori... beh, 25 euri contro 60 valgono qualche compromesso, no?
freelancer Inviato - 10/04/2011 : 23:24:13
Ne avevo sentito parlare, alcune si induriscono scaldandole con un asciugacapelli, ma quelle che uso io allora dovrebbero essere delle resine (anche se su c'è di solito scritto "adesivo epossidico" e un fracco di altre parole spesso roboanti).
Qualunque cosa abbia usato, tiene! Meccanica provata e funzionante. Domani incollo le cabine al resto della cassa: per ragioni pratiche, le ho infatti costruite a parte. Metterci i vetri... beh, quello sarà una passeggiata. Sì, una passeggiata spaziale, però : immaginate di infilare quadrucci di acetato di 5x4 mm circa o persino di 3x4 in un coso largo 16 mm, tenercele da fuori impedendo che caschino e incollarle con della resina acrilica o della vernice trasparente. Avete immaginato? Io devo farlo.
Giancarlo Giacobbo Inviato - 09/04/2011 : 22:46:46
quote:
Messaggio di freelancer
..... Stanotte si indurisce la colla del nuovo perno per il carrello libero (quel genere di colle non "si asciuga" in senso proprio. Chi lavora con le bicomponenti sa già tutto, anche quanto siano lente!)....

Le colle bicomponenti generalmente si seccano in circa un'ora tenendole in un forno a 60°C.
Prova!

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