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C O N T R O L L A    D I S C U S S I O N E
ROMULUS31 Inviato - 19/05/2013 : 18:34:39
Ciao a tutti.
A fine Maggio devo rinnovare la mia Metrebus Card da €20 per invalidi civili.
Devo comunque ripresentare il modello ISEE anche se si tratta di un rinnovo? Sul sito ATAC c'è scritto che bisogna presentare l'ISEE per una nuova tessera, non si parla del rinnovo.
15   U L T I M E    R I S P O S T E    (in alto le più recenti)
smiley1081 Inviato - 08/06/2020 : 19:54:13
quote:
Messaggio di emipaco

per fs devi fare la tratta anche dentro roma.
infatti, come ti diceva Omar sopra, per VT da roma devi fare tratta intera a meno di scendere e timbrare biglietto a cesano per la tratta cesano-vt.
ritorno invece tutti fanno il vt-cesano e poi da li senza scendere si "attacca" abbonamento urbano di roma


Le volte che devo andare oltre Cesano normalmente faccio i biglietto online, e poi a Cesano scendo e risalgo sul treno.
emipaco Inviato - 08/06/2020 : 16:02:29
per fs devi fare la tratta anche dentro roma.
infatti, come ti diceva Omar sopra, per VT da roma devi fare tratta intera a meno di scendere e timbrare biglietto a cesano per la tratta cesano-vt.
ritorno invece tutti fanno il vt-cesano e poi da li senza scendere si "attacca" abbonamento urbano di roma
kainash1 Inviato - 06/06/2020 : 11:25:56
Roma-Viterbo con Cotral sono 4,50 (tratta 8) però si parte da Saxa Rubra.

Il 12° scaglione Cotral non l'ho mai visto, non ho neanche presente una tratta dove si potrebbe usare, visto che sono comunque biglietti di corsa semplice. Il massimo che conosco è Roma (Anagnina) - Sora, tratta 11.

Per FS mi è sempre rimasto il dubbio se sia consentito, avendo già un titolo valido per zona Roma (Metrebus Roma), fare il biglietto parziale per il solo tratto non coperto. Oltre a Viterbo - Cesano mi viene in mente Fara Sabina - Settebagni anziché Fara Sabina - Roma Tiburtina. Mi pareva di aver letto che è comunque necessario un biglietto che copre tutta la tratta - cioè ti obbligano a pagare doppio il tratto dentro Roma - ma non saprei ritrovare dove l'ho letto.

E un'altra cosa, sempre su Trenitalia: in caso di viaggi dentro Roma con Metrebus Card (Roma) il viaggiatore è tenuto ad avere con sé il famoso scontrino / ricevuta in caso di controlli per dimostrare in sostanza con un pezzo di carta (termica, se non fotocopiata) che la card (con il chip) è caricata con abbonamento valido. Certo, costerebbe troppo dotare il personale di terminale tipo POS per la verifica della card... o mettere la macchinetta validatrice nei treni come nei bus! Così da una parte si è digitalizzato / informatizzato l'abbonamento ma dall'altra di fatto si rimane costretti a girare con la ricevuta cartacea. E' vero che è consigliato avere con sé la ricevuta anche sui mezzi atac ma su questi ci sono appunto le macchinette, i controllori usano prima quelle e solo se non funzionano chiedono la ricevuta.
Gemini76 Inviato - 05/06/2020 : 18:38:09
CoTraL ha 12 scaglioni tariffari, Trenitalia 18 scaglioni per la 39/8 Lazio ,ma poi c'è la tariffa anello, la 43/A per il Civitavecchia Express (€ 10 fissi) la 1 TER che è per aeroporto....quella per il Leonardo Express...La RomaNord ha 11 fasce tariffarie...da Roma a Viterbo sono € 4,80..conviene più di CoTraL e Trenitalia...anche se...avendo il metrebus da Viterbo a Roma puoi barare...su FS fai biglietto fino Cesano...su ROmaNord fino Montebello...aggiungiamo le 7 zon metrebus...insomma...le politiche tariffarie del Lazio son un caos...anche perchè se poi vuoi muoverti con i servizi comunali...è il delirio...
alex1976 Inviato - 05/06/2020 : 13:05:38
e ti fa pensare che fino l'altro ieri,questi non pagavano proprio..corse studenti effettate con 2 vetture e 4abbonamenti in tutto...ci sarebbero gli estremi per qualcuno per truffa ..
kainash1 Inviato - 04/06/2020 : 22:05:57
... e non solo... dopo che hanno cominciato a far controllare i biglietti è aumentato a vista d'occhio il numero di biglietti usati buttati per terra alle fermate e guarda caso la maggior parte che si vedono sono proprio quelli da 1,10 (cioè la tratta più bassa). Ma tipo anche a Sora, biglietto da 1,10 timbrato a Roma (la timbratura stampiglia la località, se funziona bene)... 5 euro pieni di elusione.
alex1976 Inviato - 04/06/2020 : 21:14:41
..come gia oggi coll'euroedieci fino a viterbo..
emipaco Inviato - 04/06/2020 : 16:25:06
farebbero tutti quello evadendo i controlli
Hammill Inviato - 04/06/2020 : 15:27:59
quote:
Messaggio di emipaco

vabbè però il BIT da 1,50€ resta...

se vuoi il bit bene, se ti serve solo un vettore dovresti risparmiare qualcosa (immagino come oggi avviene per i kilometrici cotral e trenitalia, altrimenti non avrebbe senso per l'utente comprare il biglietto mono azienda ATAC)



Io avrei fatto come in Germania: lì hanno la Kurzstreckenfahrkarte, ossia il biglietto valido per brevi tratti (di solito due fermate metro o ferrovie e 4 bus o tram), ma sempre integrato. Ma da noi sarebbe complicato.
emipaco Inviato - 04/06/2020 : 10:47:06
vabbè però il BIT da 1,50€ resta...

se vuoi il bit bene, se ti serve solo un vettore dovresti risparmiare qualcosa (immagino come oggi avviene per i kilometrici cotral e trenitalia, altrimenti non avrebbe senso per l'utente comprare il biglietto mono azienda ATAC)
Hammill Inviato - 04/06/2020 : 08:40:30
quote:
Messaggio di emipaco

quote:
Messaggio di Hammill

https://muoversiaroma.it/it/primo-piano/contratto-atac-al-vaglio-biglietto-romano

Contratto Atac: al vaglio il "biglietto romano"
01-06-2020

Un titolo specifico per Roma per mantenere i ricavi e riconvertirli sul servizio
Creare un biglietto del trasporto pubblico solo per Roma Capitale tenendo i proventi nelle casse comunali senza obbligo di ripartizione con Trenitalia e Cotral. La proposta è arrivata durante la Commissione Mobilità convocata per iniziare a delineare i contorni della politica industriale dell’Atac in vista delle importanti scadenze all’orizzonte: il pagamento delle scadenze concordatarie (la tranche ai creditori privilegiati sarà onorata questo mese come da programma) ed il termine, alla fine del 2021, del contratto di servizio che lega l’azienda al Campidoglio. Il primo a rilanciare sul tema del biglietto “solo romano”, caldeggiato dalla stessa Atac, è stato il presidente e Ad di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi: “Un titolo specifico per Roma consentirebbe di tenere in casa i ricavi riconvertendoli sul servizio a tutto vantaggio delle qualità offerta ai cittadini”. Brinchi si è poi soffermato su un altro tema fondamentale: la distinzione tra i modelli “net cost” e “gross cost”. Nel primo, il gestore, in questo caso l’Atac, che lo adotta, si fa carico del rischio industriale (legato solo alle varie attività del servizio) e di quello commerciale (legato alle attività di vendita); nell’altro si sobbarca soltanto il rischio industriale lasciando al Comune l’onere di fronteggiare eventuali sbalzi del mercato. “Non esiste il modello ideale - ha spiegato Brinchi- ma solo quello che fa funzionare bene le cose. Però riflettiamo bene sulle cifre. In Italia il 94% delle aziende adotta il modello net cost. Solo il 6, tra cui l’ATM di Milano, ha sposato il gross”.
I prossimi mesi saranno comunque cruciali per capire che Atac avremo in futuro. E molto passerà dalla decisione sul “biglietto Roma”. Un indirizzo, ha assicurato l’assessore alla città in Movimento, Pietro Calabrese, sarà dato prima dell’autunno: “Decideremo entro settembre“.


Personalmente sono contrarissimo: l'Italia è l'unico paese dove si riesce a tornare indietro rispetto alle logiche di integrazione europee. Il cattivo esempio lo ha dato Napoli, dove da qualche anno si è tornati indietro ai biglietti aziendali.
C'è da dire però che a Roma ha iniziato Trenitalia: forse se dovesse costare di meno del BIT attuale (come il biglietto Trenitalia da 1 euro) converrebbe pure. Il problema è che si creerà soprattutto confusione perché, magari, l'utente disattento comprerà il biglietto solo Atac, e abituato a usare anche la FL lo farà dimenticando che il biglietto non vale.
Alla base c'è soprattutto l'incapacità degli enti di Governo (Regione Lazio e Comune di Roma, Trenitalia, Cotral) di realizzare un sistema di bigliettazione elettronica per ripartire adeguatamente i ricavi.
I titoli aziendali sono solo il segno di un fallimento, per tutti, nonché una perdita ingente per le casse pubbliche. Il vantaggio per l'azienda sarà risibile e la confusione per l'utente notevole.


sono contrario anche io e sulla base dei tuoi stessi ragionamenti.

tuttavia non solo ha cominciato trenitalia, con il proprio biglietto ma poi ha continuato cotral ed anche la roma nord ha un suo chilometrico.

quindi da questo punto di vista il ragionamento atac ci sta.

solo che sembra in controtendenza, ora che anche la roma lido dovrebbe passare di mano



Cotral lo ha sempre avuto il biglietto chilometrico (e anche Roma Nord). Giusto per la Roma-Lido! Non ci avevo pensato. E lo stesso per la Roma Nord. Sicché gli utenti delle concesse si incavoleranno non poco, e giustamente. Anche perché un biglietto aziendale Cotral sulle due concesse servirà a poco, in quanto non consentirà di proseguire su metro A e B che rimangono in Atac e che l'80% dell'utenza continuerà a usare (pochi si fermano a Piramide o a Flaminio).
emipaco Inviato - 03/06/2020 : 14:35:46
quote:
Messaggio di Hammill

https://muoversiaroma.it/it/primo-piano/contratto-atac-al-vaglio-biglietto-romano

Contratto Atac: al vaglio il "biglietto romano"
01-06-2020

Un titolo specifico per Roma per mantenere i ricavi e riconvertirli sul servizio
Creare un biglietto del trasporto pubblico solo per Roma Capitale tenendo i proventi nelle casse comunali senza obbligo di ripartizione con Trenitalia e Cotral. La proposta è arrivata durante la Commissione Mobilità convocata per iniziare a delineare i contorni della politica industriale dell’Atac in vista delle importanti scadenze all’orizzonte: il pagamento delle scadenze concordatarie (la tranche ai creditori privilegiati sarà onorata questo mese come da programma) ed il termine, alla fine del 2021, del contratto di servizio che lega l’azienda al Campidoglio. Il primo a rilanciare sul tema del biglietto “solo romano”, caldeggiato dalla stessa Atac, è stato il presidente e Ad di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi: “Un titolo specifico per Roma consentirebbe di tenere in casa i ricavi riconvertendoli sul servizio a tutto vantaggio delle qualità offerta ai cittadini”. Brinchi si è poi soffermato su un altro tema fondamentale: la distinzione tra i modelli “net cost” e “gross cost”. Nel primo, il gestore, in questo caso l’Atac, che lo adotta, si fa carico del rischio industriale (legato solo alle varie attività del servizio) e di quello commerciale (legato alle attività di vendita); nell’altro si sobbarca soltanto il rischio industriale lasciando al Comune l’onere di fronteggiare eventuali sbalzi del mercato. “Non esiste il modello ideale - ha spiegato Brinchi- ma solo quello che fa funzionare bene le cose. Però riflettiamo bene sulle cifre. In Italia il 94% delle aziende adotta il modello net cost. Solo il 6, tra cui l’ATM di Milano, ha sposato il gross”.
I prossimi mesi saranno comunque cruciali per capire che Atac avremo in futuro. E molto passerà dalla decisione sul “biglietto Roma”. Un indirizzo, ha assicurato l’assessore alla città in Movimento, Pietro Calabrese, sarà dato prima dell’autunno: “Decideremo entro settembre“.


Personalmente sono contrarissimo: l'Italia è l'unico paese dove si riesce a tornare indietro rispetto alle logiche di integrazione europee. Il cattivo esempio lo ha dato Napoli, dove da qualche anno si è tornati indietro ai biglietti aziendali.
C'è da dire però che a Roma ha iniziato Trenitalia: forse se dovesse costare di meno del BIT attuale (come il biglietto Trenitalia da 1 euro) converrebbe pure. Il problema è che si creerà soprattutto confusione perché, magari, l'utente disattento comprerà il biglietto solo Atac, e abituato a usare anche la FL lo farà dimenticando che il biglietto non vale.
Alla base c'è soprattutto l'incapacità degli enti di Governo (Regione Lazio e Comune di Roma, Trenitalia, Cotral) di realizzare un sistema di bigliettazione elettronica per ripartire adeguatamente i ricavi.
I titoli aziendali sono solo il segno di un fallimento, per tutti, nonché una perdita ingente per le casse pubbliche. Il vantaggio per l'azienda sarà risibile e la confusione per l'utente notevole.


sono contrario anche io e sulla base dei tuoi stessi ragionamenti.

tuttavia non solo ha cominciato trenitalia, con il proprio biglietto ma poi ha continuato cotral ed anche la roma nord ha un suo chilometrico.

quindi da questo punto di vista il ragionamento atac ci sta.

solo che sembra in controtendenza, ora che anche la roma lido dovrebbe passare di mano
smiley1081 Inviato - 03/06/2020 : 11:33:46
quote:
Messaggio di ROMULUS31

quote:
Messaggio di smiley1081

Sono quasi commosso, ho appena rinnovato il Metrebus online pagando con Paypal...

Stanno entrando nel XX secolo.


Appunto, nel XX, non nel XXI.



Il calembour era puramente voluto...
ROMULUS31 Inviato - 03/06/2020 : 10:22:41
quote:
Messaggio di smiley1081

Sono quasi commosso, ho appena rinnovato il Metrebus online pagando con Paypal...

Stanno entrando nel XX secolo.



Appunto, nel XX, non nel XXI.
Hammill Inviato - 03/06/2020 : 00:05:00
https://muoversiaroma.it/it/primo-piano/contratto-atac-al-vaglio-biglietto-romano

Contratto Atac: al vaglio il "biglietto romano"
01-06-2020

Un titolo specifico per Roma per mantenere i ricavi e riconvertirli sul servizio
Creare un biglietto del trasporto pubblico solo per Roma Capitale tenendo i proventi nelle casse comunali senza obbligo di ripartizione con Trenitalia e Cotral. La proposta è arrivata durante la Commissione Mobilità convocata per iniziare a delineare i contorni della politica industriale dell’Atac in vista delle importanti scadenze all’orizzonte: il pagamento delle scadenze concordatarie (la tranche ai creditori privilegiati sarà onorata questo mese come da programma) ed il termine, alla fine del 2021, del contratto di servizio che lega l’azienda al Campidoglio. Il primo a rilanciare sul tema del biglietto “solo romano”, caldeggiato dalla stessa Atac, è stato il presidente e Ad di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi: “Un titolo specifico per Roma consentirebbe di tenere in casa i ricavi riconvertendoli sul servizio a tutto vantaggio delle qualità offerta ai cittadini”. Brinchi si è poi soffermato su un altro tema fondamentale: la distinzione tra i modelli “net cost” e “gross cost”. Nel primo, il gestore, in questo caso l’Atac, che lo adotta, si fa carico del rischio industriale (legato solo alle varie attività del servizio) e di quello commerciale (legato alle attività di vendita); nell’altro si sobbarca soltanto il rischio industriale lasciando al Comune l’onere di fronteggiare eventuali sbalzi del mercato. “Non esiste il modello ideale - ha spiegato Brinchi- ma solo quello che fa funzionare bene le cose. Però riflettiamo bene sulle cifre. In Italia il 94% delle aziende adotta il modello net cost. Solo il 6, tra cui l’ATM di Milano, ha sposato il gross”.
I prossimi mesi saranno comunque cruciali per capire che Atac avremo in futuro. E molto passerà dalla decisione sul “biglietto Roma”. Un indirizzo, ha assicurato l’assessore alla città in Movimento, Pietro Calabrese, sarà dato prima dell’autunno: “Decideremo entro settembre“.


Personalmente sono contrarissimo: l'Italia è l'unico paese dove si riesce a tornare indietro rispetto alle logiche di integrazione europee. Il cattivo esempio lo ha dato Napoli, dove da qualche anno si è tornati indietro ai biglietti aziendali.
C'è da dire però che a Roma ha iniziato Trenitalia: forse se dovesse costare di meno del BIT attuale (come il biglietto Trenitalia da 1 euro) converrebbe pure. Il problema è che si creerà soprattutto confusione perché, magari, l'utente disattento comprerà il biglietto solo Atac, e abituato a usare anche la FL lo farà dimenticando che il biglietto non vale.
Alla base c'è soprattutto l'incapacità degli enti di Governo (Regione Lazio e Comune di Roma, Trenitalia, Cotral) di realizzare un sistema di bigliettazione elettronica per ripartire adeguatamente i ricavi.
I titoli aziendali sono solo il segno di un fallimento, per tutti, nonché una perdita ingente per le casse pubbliche. Il vantaggio per l'azienda sarà risibile e la confusione per l'utente notevole.

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