La Ferrovia Ceva – Ormea

Alla fine del 1800, in pieno periodo di sviluppo del trasporto ferroviario in Italia, venne progettata una linea che mettesse in collegamento la Liguria con il Piemonte e la Francia, allo scopo di favorire il trasporto merci e gli scambi commerciali. Il progetto, prevedeva un percorso molto ardito,su un tracciato prevalentemente montuoso,tanto che si prevedeva di raggiungere la Francia, attraverso un tunnel che sottopassava il Colle di Nava. Ben presto il progetto iniziale tramontò: l’apertura della linea Cuneo – Ventimiglia, con tempi di percorrenza ben minori rispetto alla progettata linea, e ragioni politiche che privilegiarono i collegamenti con la Francia attarverso la linea Cuneo – Ventimiglia, fecero si che del faraonico progetto rimase ben poco, ed i lavori si limitarono al breve tronco Ceva – Ormea, aperto nel 1893. Privata del suo ruolo di linea internazionale la Ceva – Ormea iniziò una modesta esistenza di ferrovia secondaria, con le locotender dei gruppi 870 ed 885 ad espletare i servizio viaggiatori e le locomotive dei gruppo 470 e 471 ad espletare i servizi merci. Alla fine degli anni ’20, lo scarso traffico viaggiatori fece ipotizzare la soppressione della linea. Nel tentativo di scongiurare la chiusura e migliorare i servizi offerti si decise si effettuare interventi di ammodernamento dell’infrastruttura e di elettrificare, nel 1938, la linea in corrente alternata trifase a 3400 V 16,7 Hz, così come le altre linee del comprensorio piemontese. L’elettrificazione diminuì di circa venti minuti i tempi di percorrenza, ma non riuscì a far aumentare di molto l’utenza, che nel dopoguerra, complice il boom della motorizzazione, iniziò a diminuire. Alla fine degli anni ’60, con la progressiva conversione in Corrente Continua delle linee piemontesi, vede il servizio sulla Ceva – Ormea affidato alle ultime E 432 ed E 554, ormai giunte a fine carriera. Nel 1976 le linee rimaste elettrificate in trifase erano solamente la Ceva – Ormea e la Acqui Terme – Asti. Ma mentre per la seconda venne decisa la conversione in corrente continua, lo scarso traffico della Ceva – Ormea fece propendere le FS nel scegliere di de-elettrificare la linea. Cessato l’esercizio con mezzi elettrici (ma catenaria e palificazione resteranno in opera fino ai primi anni ’80) , inizia così il servizio delle ALn 772 del DL di Cuneo, mentre i treni merci vengono affidati alle D345. Alla fine degli anni ’80, le ALn 772 lasciano il posto alla ALn 668 serie 3100, mentre il traffico merci, ormai sempre più in calo, resta limitato alla stazione di Garessio, dove era (ed è) presente un impianto per l’imbottigliamento di acqua minerale.  Inclusa nel corposo elenco di “rami secchi” redatto dal ministro (socialista) dei trasporti Claudio Signorile, la linea si salvò in extremis dalla chiusura a seguito delle proteste degli abitanti delle vallate che convinsero la Regione Piemonte a stipulare un accordo con il Ministero dei Trasporti, salvando la Ceva – Ormea e le altre linee destinate alla chiusura, in cambio della soppressione delle sole Airasca – Saluzzo e Bastia – Mondovì. La scelta di salvare la Ceva – Ormea si dimostrò lungimirante proprio nell’inverno del 1985, quando una intensa nevicata rese impraticabili le strade per quasi un mese, costringendo gli abitanti ad usare la ferrovia per i loro spostamenti. Fu un effimero boom per la linea, che, passata l’emergenza, tornò alla tranquilla esistenza di sempre. Negli anni ’90 la linea viene interessata da lavori di ammodernamento: vengono automatizzati tutti i PL e rimossi tutti i binari d’incrocio impresenziando le stazioni. Lo scarso traffico viaggiatori ed il traffico merci sempre più in calo rendevano superflui i vari impianti. Resta abilitata al movimento, anche i virtù del residuo traffico merci, la sola sola stazione di Garessio.  Dal mese di ottobre 2011 grazie alla collaborazione congiunta tra Comune di Nucetto, Museo Ferroviario Piemontese e la disponibilità di RFI, e all’Associazione storico culturale Reggimento La Marina di Nucetto, è stato allestito presso il magazzino deposito merci denominato “La Piccola” della Stazione ferroviaria di Nucetto il Museo della linea Ceva-Ormea. Sfruttando il locale di carico merci, il locale a suo tempo dedicato ad ufficio e allo spazio recuperato su un carro merci ottocentesco, si è creato un percorso storico della linea, ripercorrendo tutte le sue tappe dalla sua controversa nascita, al passaggio alla trifase, sino alla sua riconversione moderna. All’esterno è stato ricostruito un tratto di binario dove è stato allestito un esempio di palificazione trifase, simbolo e vanto della linea. Nonchè è stata posata una colonna idrica perfettamente restaurata. Il Museo oltre che volersi porre come baluardo a testimonianza della storia della linea, ha come scopo anche di creare un contenitore dove tutti coloro che hanno materiale o testimonianze della nostra ferrovia possano conferirli in modo che possano essere conservati e tramandati ai posteri. Museo a parte, il futuro della linea non è affatto roseo: il servizio è ridotto a poche coppie di treni feriali, e la scarsa sensibilità di Trenitalia e della Regione Piemonte nei confronti del trasporto locale mettono in serio pericolo la sopravvivenza della Ceva – Ormea. La parola fine la mette la Regione Piemonte: dopo che nell’inverno 2011/2012 sulla linea si è assistito a soppressioni casuali di treni, con l’entrata in vigore dell’orario estivo 2012 la Regione decide di rimodulare il contratto di servizio con Trenitalia. Di conseguenza viene sospeso l’esercizio ferroviario e sostituito con autobus.  Dopo una serie di dibattiti sulla preservazione della linea. Il 3 febbraio 2016 venne testato un viaggio dalla Regione, con un treno composto da doppia automotrice FS ALn 663, in partenza dal capoluogo piemontese, volto ad effettuare un sopralluogo della linea e delle stazioni con le autorità a bordo, sancendo di fatto la riapertura e l’inserimento della tratta nel progetto “Binari senza tempo” Il 25 novembre dello stesso anno la linea fu interrotta nel tratto tra Pievetta e Priola a causa dell’esondazione del Tanaro, che provocò una frana a ridosso del fiume, facendo cedere 500 metri di binari. Nel 2017 sono iniziati i lavori di ripristino del tratto franato con la rimozione dei binari danneggiati  e nel frattempo sono state effettuate altre corse turistiche nel tratto percorribile fra Ceva e Pievetta. Nel 2018 furono effettuati i lavori per la ricostruzione del terrapieno stradale e ferroviario, che si conclusero a fine giugno. Nel mese di agosto i lavori proseguirono con la posa dei binari per rendere ripercorribile l’intera linea, lavori di ripristino terminati il 6 settembre, entro i tempi previsti da RFI, per garantire la corsa turistica fino ad Ormea programmata il 16 settembre 2018, in occasione della 57ª “Mostra del Fungo di Ceva”.

Esercizio e Dati Tecnici

Data di Apertura: 1893
Data di Chiusura: 2012
Lunghezza: Km 35+432
Binario: singolo non elettrificato 
Pendenza: 15 %o
Stazioni/Fermate: 1  / 7
Esercizio: Esercizio con sistema a spola da Garessio a Ormea. DPC da Ceva a Garessio
Compartimento: Torino (FL 8)
Note: Stazione di Garessio normalmente telecomandata da Ceva. Il servizio ferroviario risulta sospeso. Fermata di Ormea munita di segnale di partenza (protegge i PLA Km 34+518;Km 34+272 e Km 30+724)

 

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