Scontro ARST – USTIF su chiusura ferrovia Sassari – Sorso

L’improvvisa chiusura della ferrovia Sassari – Sorso imposta dall’USTIF lo scorso 15 ottobre non lascia indifferente  l’amministratore unico dell’Arst Chicco Porcu che passa all’attacco «La chiusura della Sassari-Alghero? Un’entrata a gamba tesa, che con la sicurezza non ha nulla a che fare. E che chiederemo con forza che venga immediatamente revocata, Il problema – aggiunge Porcu – è che i rilievi fatti dall’Ustif sull’apparato centrale elettrico sono noti da anni e non hanno mai impedito ai treni di circolare in totale sicurezza. Per risolverli servono fondi, 26 milioni che il governo ha stanziato ma non ancora trasferito, progetti, bandi. In parte già messi in campo dalla Regione, con lavori sulle 3 travate che Arst aveva già programmato per il prossimo anno. D’estate, a linea chiusa, come è logico che sia. Revocare la proroga concessa per questi lavori, facendo calare l’innalzamento degli standard senza una precedente interlocuzione, è sbagliato, inutile e dannoso». Che non esclude gesti eclatanti come correre quanto prima a Roma per portare la questione sulla scrivania del ministro dei trasporti e sottoporre anche l’annoso problema delle competenze, dato che dal giugno 2019 all’Ustif, l’ufficio speciale trasporti impianti fissi, subentrerà l’Ansf, l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. Un cambio non ancora formalizzato «Ma che di fatto – attacca Porcu – sta spingendo i cedenti a lavarsi le mani di tutta una serie di partite complicate. Nel nostro caso non autorizzando una proroga, seppur di soli pochi mesi, di lavori già programmati. O chiedendo nuovi standard irraggiungibili in tempi così stretti e senza la necessaria programmazione. E contemporaneamente disponendo la chiusura di tratte importantissime per la mobilità delle persone».

«La Regione – sottolinea l’amministratore unico di Arst – ha già dimostrato di credere convintamente alla linea ferroviaria Sassari-Alghero, investendo ingenti risorse per l’acquisto di nuovi treni e programmando lavori per la prossima estate. Sicuramente il servizio si può migliorare, la linea si può elettrificare, i treni che la percorrono possono aumentare. Ma per fare questo serve una azione a medio-lungo termine. Non certo la chiusura di una tratta che serve 2000 utenti al giorno, in gran parte studenti e lavoratori, che non hanno mai corso alcun rischio per la loro sicurezza e che si vedono privati di un servizio pubblico fondamentale come quello del traspoto ferroviario».

La prossima mossa, fatta salva l’interlocuzione continua con l’assessore regionale ai Trasporti Carlo Careddu, è quella di un confronto allargato a sindaci, parlamentari, sindacati. «L’invito a tutti – sottolinea l’amministratore unico dell’Arst – è quello ad unirsi. Perché se gli standard verranno innalzati senza una concertazione altre linee nell’Isola potrebbero subire, senza motivo, la stessa sorte della Sassari-Alghero. E, quando una linea ferroviaria chiude, non è mai una buona notizia per la comunità».

Nel frattempo utenti e pendolari, per colpa della burocrazia, sono costretti a servirsi dei bus sostitutivi

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