Alba-Asti: per RFI servono 50 milioni per la riattivazione della linea

Sarà di 50 milioni di euro  l’investimento necessario per il ripristino e potenziamento della linea Alba-Castagnole-Asti. Questo l’inatteso esito della progettazione definitiva di RFI presentata questo pomeriggio al Castello di Costigliole d’Asti ai sottoscrittori del Protocollo di intesa (siglato ad Ottobre 2017) per la riapertura della linea sospesa nel 2010 a causa di problemi strutturali. “Un investimento importante – ha commentato l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Francesco Balocco – in quanto le precedenti stime da parte della stessa RFI si attestavano sui 18 milioni, ma giustificato dall’importanza di questa linea inserita nei territori partimonio dell’umanità. Il dato positivo è che adesso abbiamo una quantificazione precisa e supportata non più da stime e ipotesi, ma da dati certi.” RFI ha spiegato che la progettazione è stata estremamente complessa a causa delle particolari condizioni idrogeologiche e che il problema non è solo più la galleria Gherzi, in quanto gli approfonditi studi geognostici effettuati con sondaggi ed analisi con georadar e droni (costati alla stessa RFI oltre 1 milione) hanno evidenziato la necessità di intervenire anche sulle altre gallerie, 5 in totale. In questi costi sono compresi i lavori di abbassamento del piano del ferro per ottenere una sagoma tale da consentire la successiva elettrificazione della linea, intervento che cambia i parametri economici, ma garantisce prospettive di sviluppo ulteriore della tratta. Senza gli interventi propedeutici all’elettrificazione i costi si riducono a 25 milioni circa. 26 i mesi previsti dal cronoprogramma per realizzare i lavori.

“Ora più che mai – ha proseguito Balocco – è necessario tenere unito il fronte che ha sottoscritto il protocollo, per chiedere con forza al nuovo governo che, in virtù dell’analisi costi-benefici, si faccia carico dell’investimento inserendolo come abbiamo sempre sostenuto, nel Contratto di Programma di RFI. Il nostro obiettivo rimane l’avvio dei cantieri. La progettazione è definitiva e quindi può andare immediatamente a gara. Vedremo se il nuovo governo dimostrerà nei fatti l’attenzione per i servizi ferroviari ed in particolare per le linee sospese (che ricordo in Piemonte, ad eccezione di questa sospesa per ragioni di sicurezza, sono state soppresse dallo stesso partito oggi in maggioranza).”

Per quanto riguarda l’ipotesi di riattivazione parziale del servizio sulla Castagnole-Asti Balocco ha affermato che “il nuovo scenario, con tempi non brevi per la conclusione dei lavori, impone un cambio di prospettiva. Chiederemo a Trenitalia di riprendere la circolazione dei treni a partire dal prossimo cambio orario estivo (giugno 2019) sulla base del modello di esercizio già elaborato dall’Agenzia della Mobilità Piemontese, anche con il contributo di apprezzabili studi indipendenti. Questo al fine di verificare l’effettiva sostenibilità dell’esercizio e di mantenere alta l’attenzione su questa linea. Ovviamente come per altri casi, servirà l’accordo del territorio per reperire le risorse necessarie nell’ambito di quelle assegnate al bacino.”

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