Treni storici e tipi di appassionati

DSCN0210La velocità con cui vengono completati i lavori sui mezzi storici dipende (probabilmente molto) dal modo in cui si distribuiscono (quantitativamente) gli appassionati (esterni alle associazioni) di una data regione in varie e disparate categorie :

Appassionato del tipo A (quello che ha il poster di Stakanov in camera, voleva fare il ferroviere ma i suoi l’hanno mandato a studiare per diventare Notaio, poveraccio):

si fa il mazzo a sverniciare, sgrassare, riparare, riverniciare, ritoccare, lavare. E quando esce la macchina se ne vanta giustamente (categoria a2: “se ne vanta a sproposito come se l’avesse costruita lui”) e la fotografa in continuazione (categoria a2: “la fotografa dieci volte al giorno, solo lei, su ogni singolo spezzone di binario, possibilmente affiancata “casualmente” ad altro mezzo di rilevante interesse, anche 20 volte al giorno”.)

Appassionato del tipo B: (quello che non si sporca le mani a faticare tutto il giorno in deposito)

Non partecipa affatto ai lavori, ma apprezza il lavoro altrui; gli piacerebbe partecipare ma non può (categoria b1: veramente potrebbe, ma fa finta di essere una persona altrimenti impegnata; quando la macchina esce, loda l’iniziativa e fa qualche bella foto (categoria b2: fa solo qualche foto e se ne frega di chi ha lavorato sulla macchina, neanche li conosce e se li conosce a limite li saluta e gli chiede se gliela mettono sulla rotonda in buona luce). Per il resto: sta rigorosamente ZITTO.

Appassionato del tipo C: (quello che fa il vago ma alla fine gli piace)

Non partecipa affatto: non vede perché dovrebbe: c’è già qualcun altro che fatica al posto suo. Nel frattempo parla, si lamenta in vari modi. Quando la macchina esce prende dallo scaffale qualche libro e contesta la posizione delle modanature, gli spigoli del fregio che non sono come quelli della foto inedita in suo possesso, rileva nel numero di bulloni un falso storico intollerabile; però, se vede la macchina in testa ad un treno, pianta l’auto sulla terza corsia della tangenziale con le quattro frecce e scatta una raffica di 9fps: se qualcuno glielo chiede: non l’ha vista; se l’ha vista non l’ha riconosciuta perché era buio; se c’era dormiva e se non dormiva, comunque una foto l’ho fatta “ma sarà venuta male” e in fondo “di quei mezzi lì non me ne frega niente”.

Appassionato del tipo D: (quello che realmente non gliene frega niente).

Ha 24000 lastre e 144mila diapo degli anni Settanta (anche se poi l’80% sono scattate a treni in movimento a 1/125 di sec. e dei treni si vede solo la scia) e quindi ha le foto di quando quelle macchine erano VERAMENTE in quel modo, “queste sono solo finte, non mi interessano, anzi mi infastidiscono”. Deride chi se ne interessa.

Appassionato del tipo E: (quello che gira col catalogo Roco sotto il braccio anche in spiaggia)

“Con questa iniziativa dovrò spendere dei soldi per acquistare il modello serie chicchiricchì ultra-limitata (salvo poi scoprire che lo stesso modello viene qualche mese dopo messo in vendita come modello normale a metà prezzo) e ciò nonostante trovo l’iniziativa simpatica”.

Appassionato del tipo F: (quello che ci vuole fare i soldi)

Finanzia la riverniciatura e conta di rifarsi (giustamente) producendo la ricoloritura del modello in HO.

Appassionato del tipo G: (l’adorabile sprovveduto)

Vede il mezzo e scrive su un forum: “scusate, ho visto una 646 (652? 428? 326?) tutto strano tipo verde come c’erano quando avevo 10 anni e mi sembrava tipo Treno Azzurro però tutta verde con lo stemma vecchio vecchio: non credevo ce ne fossero ancora!

Appassionato del tipo H: (ferroviere in pensione/appassionato fanfarone).

A sentirlo parlare ha fatto il Vapore, ma poi parlando con qualche suo collega scopri che al massimo ha fatto 1/2 giorni in manovra con una 835 o 940 e poi si diede malato, dice di aver fatto il Vapore a Cremona, che lui sì che viaggiava con Diretti impegnativi, ma se poi guardi le fiancate orario di quelle linee negli anni ’70 scopri che c’erano molti treni impostati a 50/60 km/h con 2/3 vetture. Di quello che lui sì che faceva i merci pesanti con le 735, ma alla fine indagando salta fuori che erano treni materiali con 2 o 3 carri di pietrisco. Quello che sa tutto su riparazioni, manutenzione, ecc, e poi al massimo una volta, perdendo una scommessa, ha dato una mano al manovale a smontare le portine per fare il lavaggio caldaia. Quello che viaggiava costantemente con il manometro a 10 perchè altrimenti a lavorare a 12 si comprometteva la tenuta delle guarniture. Quello che se smonti un iniettore per revisionarlo ti dà addosso perché: “fin che va lascialo stare, che poi se si rompe chi lo aggiusta più? non ci sono più le officine di una volta”…
Quello che i giovani vanno bene per le loco moderne, “il vapore lasciatelo a noi vecchi”, e quando anche loro non ci saranno più dovremo tagliare a fettine tutte le locomotive a vapore preservate perché chi le porterà adesso?
E via di questo passo.

A volte le varie tipologie si mescolano, involontariamente o per calcolo, per convenienza, a seconda delle situazioni o degli interlocutori.

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